10 domande sul self publishing: intervista a Bookolico

bookolico

Ecco la prima di una serie di interviste che, nel tempo, farò ai vari “addetti ai lavori” del mondo che ruota attorno al self publishing in Italia.

Si comincia con i ragazzi di Bookolico, una realtà giovanissima che si propone di rivoluzionare il modo di fare e pensare il self publishing. Vediamo un po’ cosa hanno da dirci.

 

N.B. Attualmente, Bookolico è in fase di cambiamento e non si occupa più di self publishing, ma promette di tornare a farlo presto. Restiamo in ascolto, secondo me ne tireranno fuori delle belle…

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1. Come e quando avete pensato di mettervi sul mercato del self publishing?

2012. Ci siamo appassionati a questo mondo e da qui siamo partiti. Vogliamo offrire nuove opportunità.

2. Cos’è, per voi, il self publishing, in poche parole?

Per autori sconosciuti un’opportunità di farsi leggere, per autori conosciuti una possibilità di rendersi indipendenti e guadagnare di più, molto di più.

3. Perché un autore emergente dovrebbe scegliere proprio voi, tra mille servizi?

Siamo alla continua ricerca del sevizio perfetto. Quello che offriamo oggi è unico nel suo genere e comincia a dare ottimi frutti ad autori intraprendenti che hanno scelto di seguirci. Inoltre, siamo sempre al lavoro per migliorare e dare nuove possibilità agli autori. Presto faremo conoscere al mondo un nuovo servizio senza precedenti…

4. Molti dicono che il self publishing sia come l’editoria a pagamento. Volete rispondere?

Chi lo dice non ha evidentemente mai conosciuto Bookolico o altri servizi che come noi fanno il proprio lavoro correttamente. Per un profano, la differenza potrebbe sembrare nulla, ma perché molti servizi di self-publishing non si sono discostati molto dal modello classico dell’editoria a pagamento. Ad ogni modo la differenza è notevole. Nell’editoria a pagamento l’autore firma un contratto vincolante per la sua opera con un editore e nel farlo paga quest’ultimo. Nel self-publishing l’autore rimane indipendente e i diritti dell’opera rimangono tutti all’autore. Ciò che l’autore paga sono i servizi editoriali che, nel vero self-publishing, è sempre lui a gestire.

5. Esiste davvero un problema di qualità delle opere nel mondo del self publishing? Se sì, come risolverlo, secondo voi?

Sì, esiste! Quello che molti però non dicono è che questo problema esiste da anni non solo nel self-publishing, ma anche nell’editoria tradizionale. Oggi la maggior parte degli editori insegue la chimera del best-seller pubblicando libri di bassa qualità solo per vendere. La cosa ancora peggiore è che spesso questi libri vengono costruiti ad hoc per cercare di vendere il più possibile. Purtroppo questa idea ha per troppo tempo oscurato autori talentuosi che hanno deciso di seguire la strada del self-publishing.

Potrebbe sembrare contro tendenza, ma non esiste il modo di risolvere questo problema che, come già detto, affligge l’editoria tutta. Crediamo, però, che l’incredibile potere dei lettori possa attenuare il problema, e forse, proprio il self-publishing, grazie a servizi come il nostro possono migliorare il sistema editoriale dando la parola al pubblico e a esperti. I testi vengono selezionati solo dopo la loro entrata nel mercato e chi li seleziona è il lettore stesso, non i grossi investimenti in marketing.

6. Il futuro del self publishing, lo vedete più immerso nella tecnologia (enhanced book e altro), o nella sperimentazione narrativa (libri interattivi, storie di 140 caratteri e così via)?

Questo è il futuro dell’editoria, senza tralasciare il tradizionale libro di carta che ricordiamo: “non è morto”. Con il tempo questo mercato si aprirà sempre di più alla sperimentazione di nuove forme narrative, nuove forme editoriali e nuove tecnologie. Il self-publishing seguirà questo trend inevitabilmente. Il futuro del self-publishing è la nascita di servizi sempre più orientati al lettore e all’autore.

7. Rispetto al resto del mondo, come è posizionata l’Italia, secondo i vostri dati, riguardo l’acquisto di libri autopubblicati ed eBook?

L’Italia, come per ogni novità (è triste ammetterlo), sta sempre dietro a tutti. Noi Italiani siamo sempre timorosi e restii al cambiamento. Oggi Bookolico raccoglie ottimi risultati e vediamo ampie possibilità di crescita, ad ogni modo ci allargheremo prima possibile anche ai mercati esteri.

8. Dalla vostra esperienza, quali caratteristiche deve avere un libro per vendere di più? E quante copie possono essere vendute, in media, ogni anno, se si lavora bene?

Il numero di copie vendute può arrivare anche a migliaia per un autore sconosciuto, se lavora bene. Ad ogni modo non dimentichiamo che nel campo del self-publiching, in prima battuta, la differenza la fa, prima ancora del libro, l’autore. Le caratteristiche che un libro deve avere per essere di successo, vogliamo riassumerle in tre punti principali:

a) Il libro deve rivolgersi ad un target di pubblico ben specifico e l’autore deve conoscere bene quel target. Un determinato libro fa breccia sempre su un determinato tipo di pubblico che diventa in qualche modo promotore del libro stesso. Di casi di questo tipo ce ne sono tanti, possiamo citare Harry Potter, 50 sfumature di grigio, Il Codice da Vinci, La Bibbia, Libretto Rosso, Il Signore degli Anelli, Twilight e gli esempi potrebbero continuare.

b) Il libro deve essere scritto bene. Nulla può transigere da questo. Non parliamo per forza di scrittura raffinata e di alto livello. Il tipo di scrittura dipende sempre dal tipo di pubblico. Ad ogni modo, il libro deve essere scritto con criterio e conoscenza. Non deve contenere refusi, non deve contenere errori grammaticali, e non deve avere una trama confusa.

c) Il libro deve intercettare un trend e cavalcarlo fin quando diventa moda. Esempi di trend possono essere: i libri a saga, un trend partito qualche anno fa. Ai lettori piace sempre di più quando un libro fa parte di una saga, di qualcosa di più grande a cui ci si può affezionare e che si possa seguire nel tempo. Questo trend ha fatto nascere fenomeni come Twilight, Harry Potter. I libri che contengono elementi della contro cultura (elementi quasi “tabù” che emergono dal basso), possiamo citare: 50 sfumature di grigio, Il Codice da Vinci. Un altro trend può essere quello sui vampiri e su questo possiamo trovare decine di libri che hanno cavalcato e stanno cavalcando questo tipo di trend. Individuare questi trend sul nascere è molto difficile, ma chi è in grado di farlo ha una marcia in più nel lungo periodo.

9. Se doveste fare una piccola lista degli eventi italiani (online e offline) dedicati ai libri, cui un autore che si autopubblica con voi potrebbe partecipare ogni anno, quali consigliereste?

Purtroppo non ce ne sono molti, ma sicuramente ce ne vengono in mente tre,

a) l’International Self Publishing Festival,

b) Librinnovando,

c) Il salone del libro di Torino.

10. Infine, indiscrezioni da dietro le quinte: novità e progetti in arrivo?

Tante novità su cui non possiamo dire nulla. Però continuate a seguirci.

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