10 domande sul self publishing: intervista a Narcissus.me

narcissus

Bene, dopo Youcanprint, è il momento di sentire anche la voce di un altro colosso del self publishing italiano: Narcissus.me.

Il team di Narcissus, oltreché rispondere alle domande che ho posto loro, al termine dell’intervista ci regala un’anteprima degna di nota e che punta ad arricchire ancor più il mondo del self publishing in Italia.

A rispondere è Luca Lorenzetti, responsabile Self Publishing di Narcissus. Ma non voglio anticiparti nulla, a te il piacere di leggere le loro risposte.

 

1. Come e quando avete pensato di mettervi sul mercato del self publishing?

Abbiamo iniziato a mettere a fuoco il progetto Narcissus circa un anno e mezzo fa, da un lato osservando con grande interesse la vertiginosa parabola di crescita che questo fenomeno stava registrando – e sta registrando tuttora – negli Stati Uniti, dall’altro constatando il fatto che molti soggetti  presenti su Stealth, la nostra piattaforma di distribuzione digitale per gli editori, sono delle vivaci realtà di microeditoria, a volte talmente “micro” che potrebbero coincidere con un unico soggetto: l’autore stesso.

Abbiamo, dunque, pensato che questa realtà poteva meritare un suo canale specifico di distribuzione e un suo servizio di riferimento: Narcissus.me.

 

2. Cos’è, per voi, il self publishing, in poche parole?

Noi lo intendiamo “alla lettera”: per noi il selfpublisher è l’autore che sceglie di diventare editore di se stesso,  prendendosi la responsabilità di seguire in prima persona tutti i passaggi che si presentano prima, durante e dopo la pubblicazione.

Offriamo al selfpublisher una serie di strumenti e di opportunità per metterlo nella condizione di agire come un piccolo editore. Come Simplicissimus, infatti, proponiamo la stessa linea di servizi sia agli autori che agli editori.

 

3. Perché un autore emergente dovrebbe scegliere proprio voi, tra mille servizi?

Narcissus è una piattaforma di self publishing multicanale, l’unica in Italia, che consente all’autore di gestire, tramite un’unica interfaccia, la pubblicazione dei propri ebook su circa 50 store italiani e internazionali. Con Narcissus.me l’autore può arrivare sui grandi store internazionali come Amazon, Apple, Kobo, Barnes and Noble, così come sugli store italiani, da quelli generalisti a quelli più piccoli e di nicchia.

Un altro aspetto importante e che ci contraddistingue è che noi non richiediamo esclusive, pertanto l’autore mantiene tutti i diritti sulla propria opera e ha la massima libertà di percorrere parallelamente altre strade.

 

4. Molti dicono che il self publishing sia come l’editoria a pagamento. Volete rispondere?

Sono due cose profondamente e strutturalmente diverse, e potremmo parlarne per ore. La prima e fondamentale differenza è che nel self publishing, contrariamente a quanto avviene nella editoria a pagamento, l’autore resta l’unico titolare di tutti i diritti di sfruttamento dell’opera, diritti che non cede a nessuno.

L’obsolescente e costoso mondo della carta, inoltre, al quale l’editoria a pagamento è intrinsecamente collegata, prevede delle modalità di produzione e di distribuzione di un oggetto fisico – il libro di carta appunto – che non sono alla portata di tutti. L’avvento del digitale ha invece scombinato gli equilibri precostituiti della filiera editoriale e abbassato di molto le barriere all’ingresso, aprendo le porte della pubblicazione a chiunque abbia voglia di condividere la propria opera.

Al di là di questo, comunque, è proprio l’approccio ad essere diverso: con il self publishing è l’autore che si autoproduce e sceglie di seguire tutti i passaggi della filiera editoriale. Non delega la produzione a un soggetto terzo, ma se ne fa carico in prima persona. Se alcuni di questi passaggi dovessero comportare un investimento da parte dell’autore, è proprio perché siamo nel contesto dell’autoproduzione.

 

5. Esiste davvero un problema di qualità delle opere nel mondo del self publishing? Se sì, come risolverlo, secondo voi?

È un falso problema: nel momento in cui si abbassa l’asticella della barriera d’accesso alla pubblicazione, è ovvio e fisiologico che, a livello statistico, ci sia un abbassamento del livello medio di qualità delle opere. Ma questa è una conseguenza della possibilità di disintermediazione che l’avvento dirompente di Internet ha portato nel mondo della produzione dei contenuti.

Alcuni lo percepiscono come un pericolo da cui difendersi, altri come una ricchezza alla quale attingere. Internet ci porta a ragionare con la logica dei grandi numeri: la produzione di tanto “letame” fa da concime alla nascita di molti più “fiori” di quanti l’industria editoriale, intesa in senso tradizionale, potrebbe mai sostenerne.

 

6. Il futuro del self publishing, lo vedete più immerso nella tecnologia (enhanced book e altro), o nella sperimentazione narrativa (libri interattivi, storie di 140 caratteri e così via)?

Le storie hanno bisogno di un loro respiro. Il fatto che assumano la forma di romanzo, di racconto o solo di un tweet, è perché quello è lo spazio narrativo che l’autore ha individuato come necessario e sufficiente.

La tecnologia è al servizio delle storie, non viceversa. Per questo credo che sia utile adottare e sperimentare nuove formule e possibilità narrative, ma nel caso in cui queste possano aggiungere effettivamente qualcosa alla narrazione. Il self publishing comunque, con tutto lo spazio di libertà che gli appartiene, è per sua natura il contesto migliore per la sperimentazione e l’esplorazione di nuove possibilità, in senso narrativo.

 

7. Rispetto al resto del mondo, come è posizionata l’Italia, secondo i vostri dati, riguardo l’acquisto di libri autopubblicati ed eBook?

Secondo i dati AIE (Associazione Italiana Editori), aggiornati a maggio 2013, gli ebook autopubblicati in commercio sono 3.500, corrispondenti al 5% di tutti i libri digitali in vendita, con un aumento del 94% rispetto al 2012.

Per avere un’idea delle proporzioni rispetto al contesto internazionale, ti riporto un dato molto recente: lo scorso 4 settembre Smashwords, una delle più importanti piattaforme di self publishing al mondo, ha annunciato di aver raggiunto la quota di 250.000 ebook distributi.

 

8. Dalla vostra esperienza, quali caratteristiche deve avere un libro per vendere di più? E quante copie possono essere vendute, in media, ogni anno, se si lavora bene?

Ti parlo degli ebook che distribuiamo sulla nostra piattaforma Narcissus.me: ci sono autori che vendono decine, in alcuni casi anche centinaia di copie all’anno. Parliamo di casistiche molto diverse, per cui non è facile individuare un comune denominatore.

Se dovessi comunque indicarti una caratteristica comune, è questa: dietro a un ebook autopubblicato di successo, c’è sempre, in qualche modo, un autore che si muove in modo attivo e autonomo per la sua promozione, senza aspettare che ci sia qualcun altro a farlo al posto suo.

 

9. Se doveste fare una piccola lista degli eventi italiani (online e offline) dedicati ai libri, cui un autore che si autopubblica con voi potrebbe partecipare ogni anno, quali consigliereste?

A costo di sembrare autoreferenziale, te ne segnalo uno solo: #ISPF2013, il primo International Self Publishing Festival, promosso da Narcissus.me, che si terrà al Foro Annonario di Senigallia il 19 e 20 ottobre prossimi. Sarà un evento totalmente gratuito e di rilevanza internazionale, dedicato agli autori indipendenti che scelgono di diventare editori di se stessi pubblicando in autonomia le proprie opere.

Nel contesto della manifestazione verrà allestito anche un vero e proprio mercato che coinvolgerà i professionisti dell’editoria. Il sito ufficiale è www.selfpublishingfestival.org, dal quale è possibile anche effettuare la registrazione all’evento, gratuita ma fondamentale.

 

10. Infine, indiscrezioni da dietro le quinte: novità e progetti in arrivo?

Abbiamo diversi progetti in cantiere, ma ce n’è uno a cui teniamo particolarmente e che verrà presentato proprio in occasione di #ISPF2013: si tratta del marketplace editoriale di Narcissus.me.
Quella che ospiteremo al Foro Annonario di Senigallia, infatti, sarà una riproduzione “plastica”, fisica del marketplace che verrà poi replicato in maniera virtuale e permanente sul sito Narcissus.me.

Il marketplace sarà un punto d’incontro online tra chi cerca servizi editoriali e chi li offre, un luogo in cui gli autori indipendenti e i professionisti del settore potranno conoscersi per entrare in contatto tra loro e creare occasioni di collaborazione. E voglio anche regalarti un’anteprima assoluta, che non abbiamo ancora rivelato a nessuno, ovvero il nome del marketplace: si chiamerà FootWings (ndr attualmente attivo).

 

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2 Commenti “10 domande sul self publishing: intervista a Narcissus.me

  1. Roberto, ho letto il tuo articolo interessantissimo sul self publishing. Due
    domande veloci:

    1) è possibile ritirare un libro un volta immesso su una piattaforma (nel caso
    interessasse un editore ufficiale).

    2) Perché non hai citato writing life tra i
    siti consigliati? Non è consigliabile?

    • Ciao Giampiero,
      grazie mille, passo subito a risponderti:

      1) certo che sì! Con il self publishing, a differenza dell’editoria tradizionale, sei libero da ogni tipologia di contratto, quindi puoi ritirare il tuo libro quando vuoi, oppure pubblicare con più piattaforma di self publishing contemporaneamente.
      2) Perché, come ripeto spesso, la mia filosofia è quella di star lontano dai progetti di self publishing dei grandi gruppi industriali. Consiglio sempre di pubblicare con realtà indipendenti come le citate Youcanprint, Bookolico, o Narcissus e sfruttare i grandi gruppi come Mondadori, Amazon, Apple e così via solo come canali di distribuzione.

      RT

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