10 domande sul self publishing: intervista a Youcanprint

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Come nasce la vostra passione per il self publishing? Come vedete il futuro di questo fenomeno? Sono solo alcune delle domande che ho rivolto al servizio di autopubblicazione online www.youcanprint.it.

Così, ecco l’intervista a un’altra realtà giovane e piena di iniziative che ha già catturato una grande fetta di mercato in Italia, grazie alla professionalità e alla qualità del lavoro. Vediamo cosa hanno da dirci in 10 domande che cercano risposta ai più insidiosi dubbi di chiunque si avvicini per la prima volta a questo meraviglioso (e, in parte, ancora sconosciuto) mondo del self publishing.

Parola ai ragazzi di Youcanprint, allora!

1. Come e quando avete pensato di mettervi sul mercato del self publishing?

La nostra passione per il self-publishing affonda le radici nel nostro amore per i libri e il mondo dell’editoria. Le radici di queste realtà, in fondo, sono le stesse, anche se i percorsi sono differenti: permettere la creazione e la diffusione di storie, racconti, narrazioni del mondo. Il self publishing ci ha affascinato subito per la sua straordinaria capacità di liberare questa potenzialità diffusa nel mondo e permettere al lettore di avere una libertà e un ruolo di selezione, sempre più importante .

2. Cos’è, per voi, il self publishing, in poche parole?

Il self-publishing è essenzialmente libertà, di raccontare, ricercare, descrivere ed esprimersi. Nell’editoria tradizionale l’editore aveva il compito delicato di decidere, secondo criteri soggettivi, quali storie meritavano di essere raccontate e quali no. Nel self publishing questa responsabilità viene spostata (finalmente, direi) sul lettore. L’evento non è più la pubblicazione in sé, come conquista, ma il successo e l’apprezzamento da parte del lettore. Il self publishing permetterà questa rivoluzione sempre di più, nei prossimi anni.

3. Perché un autore emergente dovrebbe scegliere proprio voi, tra mille servizi?

Abbiamo condotto molte ricerche nel nostro settore, mediante sondaggi a target ben precisi di autori, e siamo sicuri che uno dei criteri principali per la scelta di una piattaforma rispetto a un’altra è la distribuzione. Grazie al self publishing chiunque può accedere alla pubblicazione, ma un libro, per essere venduto, deve raggiungere un numero sempre maggiore di lettori. Per questo motivo, al momento, almeno in Italia, Youcanprint è la scelta migliore. Siamo in grado di raggiungere tutti gli ebook store, le librerie online e oltre 1.500 librerie fisiche, ormai (comprese le librerie Feltrinelli e Ibs). Se a questo aggiungi uno straordinario customer care, un sistema trasparente di monitoraggio vendite, e una crescita e un innovazione costante dei servizi e delle tecnologie online, Youcanprint rappresenta quindi un ottimo investimento per gli autori, in grado di permettere la pubblicazione e la distribuzione, in un unico luogo, sia della versione cartacea che di quella ebook, raggiungendo milioni di lettori in maniera semplice e chiara.

4. Molti dicono che il self publishing sia come l’editoria a pagamento. Volete rispondere?

Questo ormai credo sia diventato l’argomento classico di tutti quegli editori a pagamento che arrancano e perdono ogni giorno terreno proprio grazie al self publishing, ma i due percorsi di pubblicazione viaggiano su universi differenti.

Nell’editoria a pagamento l’autore cede i propri diritti in cambio di una percentuale bassissima sulle vendite del suo libro, è obbligato a comprare un certo quantitativo di copie, l’editore promette visibilità, presentazioni e distribuzione che nella maggior parte dei casi non vengono realizzate, e infine l’autore difficilmente ha modo di controllare ogni aspetto della sua pubblicazione: vendite in tempo reale, contenuto, distribuzione, promozione.

Nel self publishing questi paradigmi sono ribaltati: l’autore non cede mai i diritti e l’esclusiva delle sue opere, controlla ogni aspetto della sua opera e può modificarla in qualsiasi momento, ha una percentuale di vendita nettamente superiore, ha una distribuzione chiara e un tempo di pubblicazione quasi immediato e, sopratutto, ha costi bassissimi se non nulli in alcuni casi: non è obbligato a comprare copie e i pagamenti sono puntuali e trasparenti.

Direi che è assolutamente inutile ancora discutere di una presunta somiglianza tra questi 2 mondi.

5. Esiste davvero un problema di qualità delle opere nel mondo del self publishing? Se sì, come risolverlo, secondo voi?

Il problema della qualità è certamente una questione importante, ma credo che coinvolga il self publishing quanto gli editori tradizionali. In quest’ultimi, a volte, il problema è più grave quando ci imbattiamo in pubblicazioni che avrebbero dovuto avere il sigillo di qualità dell’editore, come garanzia, ma spesso contengono refusi, traduzioni errate, etc.

Nel self publishing, ovviamente, questa competenza e questa responsabilità è spostata sull’autore, che sceglie cosa e come pubblicare. Ma il self publishing sta cambiando molto e, ad oggi, è possibile realizzare l’editing, o la correzione bozze professionale, sul proprio libro prima di pubblicare, per garantire al lettore un’esperienza di lettura di qualità e, di conseguenza, incrementare le vendite.

Questa è la mission di Youcanprint, in fondo, poiché, grazie a questi servizi e al supporto editoriale dei nostri operatori, cerchiamo di offrire ai selfpublisher tutti gli strumenti per giungere alla pubblicazione a testa alta e offrire prodotti di qualità ai lettori.

6. Il futuro del self publishing, lo vedete più immerso nella tecnologia (enhanced book e altro), o nella sperimentazione narrativa (libri interattivi, storie di 140 caratteri e così via)?

Diciamo che è difficile definire il futuro di un fenomeno in cui siamo completamente immersi e noi stessi stiamo scrivendo. Più che del futuro del selfpublishing bisognerebbe parlare del futuro del “libro” e di come il concetto stesso di “libro” stia cambiando, grazie alla lettura digitale, al social writing, al social reading e al self publishing stesso. Mi piace citare una frase di Jeff Bezos che racchiude anche la nostra mission e la nostra visione del futuro dell’Editoria: “Il futuro è dei lettori (e degli autori)…”

7. Rispetto al resto del mondo, come è posizionata l’Italia, secondo i vostri dati, riguardo l’acquisto di libri autopubblicati ed eBook?

L’Italia ha accettato pienamente la sfida rappresentata dalla rivoluzione digitale dell’editoria. Gli ultimi dati pubblicati da AIE sul self publishing, o le stime di vendita fornite da Nielsen sugli ebook, raccontano di una realtà che, benché sia ancora marginale rispetto all’intero fatturato del settore, è comunque in crescita esponenziale.

Mentre negli ultimi anni il mondo del cartaceo (libri e giornali) ha assistito a contrazioni sensibili dei suoi volumi di fatturato, il digitale cresce costantemente. Al momento è prematuro cercare di definire quale sarà il trend, nei prossimi anni, ma è chiaro che è in atto una vera e propria rivoluzione, a ogni livello (nella distribuzione editoriale, nella struttura stessa delle case editrici, nei sistemi di produzione di contenuti editoriali, etc.).

Noi abbiamo abbracciato in pieno questa rivoluzione, la amiamo e siamo disposti a esplorare tutte le possibilità che si apriranno, e a offrire tutto questo agli autori con strumenti potenti ma semplici e intuitivi.

8. Dalla vostra esperienza, quali caratteristiche deve avere un libro per vendere di più? E quante copie possono essere vendute, in media, ogni anno, se si lavora bene?

I libri vendono se hanno qualcosa da raccontare. Le logiche che sono dietro al successo di un libro in self publishing sono ovviamente differenti rispetto alle ragioni dietro un best-seller del mainframe editoriale, dove il marketing spesso ha un ruolo preponderante. Nel self publishing il libro è spesso spogliato da qualsiasi “boost” offerto dal marketing e il suo destino dipende dalla qualità del suo contenuto. Nella nostra esperienza le opere che hanno avuto più successo sono proprio quelle in grado di intercettare un target ben specifico di lettori. Ovviamente abbiamo avuto anche casi di successi nel settore fiction, come il caso di Elisa Strazzanti che, dopo l’esperienza con Youcanprint e Amazon, è da poco stata pubblicata dalla casa editrice Nord, in una nuova, bellissima edizione.

Riguardo al numero di copie sappiamo tutti come nell’editoria vige la regola della “coda lunga”, questo significa che la maggior parte delle opere in commercio sugli store e in libreria hanno volumi di vendita mediamente piccoli, comprese quindi anche le pubblicazioni realizzate da editori tradizionali.

Nel self publishing se gli autori curano alcuni aspetti fondamentali come il contenuto dell’opera, si impegnano nel marketing della propria opera e scelgono piattaforme in grado di offrire una distribuzione e una visibilità ampia e, sopratutto, affiancano alla pubblicazione cartacea quella ebook, riescono ampiamente e rapidamente a superare il migliaio di vendite all’anno, con volumi in crescita costante, ottenendo quindi risultati migliori rispetto a quelli ottenuti da autori pubblicati da editori tradizionali.

9. Se doveste fare una piccola lista degli eventi italiani (online e offline) dedicati ai libri, cui un autore che si autopubblica con voi potrebbe partecipare ogni anno, quali consigliereste?

Beh, negli ultimi anni sono nate molte interessanti iniziative a cui vale la pena partecipare. Il salone del libro di Torino resta una delle kermesse più importanti per comprendere lo stato e la direzione del mercato italiano. Accanto a questo evento vi sono altri eventi in grado di fornire ai selfpublisher contenuti e conoscenze per migliorare la loro esperienza di scrittori: L’international Self Publishing Festival, organizzato dai nostri amici di Simplicissimus Book Farm, a cui parteciperà anche Youcanprint, e If book then organizzato da Bookrepublic, che, benché sia destinato ad un target business, offre all’autore un’ottima panoramica di quali sono le tendenze e le novità nel mondo dell’editoria digitale.

10. Infine, indiscrezioni da dietro le quinte: novità e progetti in arrivo?

Novità? Tantissime. Il self publishing è un mondo straordinario e appassionante. Youcanprint investe continuamente in tecnologie e servizi per i suoi autori, come lo dimostra il lancio alcune settimane fa di Bookby, un potente tool di editing online per scrivere il proprio libro ed esportarlo con un click in pdf, epub, ,mobi, tutto gratuitamente.

Nei prossimi mesi lanceremo alcune importanti novità focalizzate sull’ulteriore ampliamento della nostra rete distributiva e sul potenziamento delle tecnologie di publishing della nostra piattaforma. Ma, ovviamente, questo è solo l’inizio, il prossimo anno sarà straordinario…. seguiteci e lo scoprirete!

 

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11 Commenti “10 domande sul self publishing: intervista a Youcanprint

  1. Articolo interessante… anche perché sto anch’io per pubblicare con Youcanprint.

    La pubblicazione?
    - Evviva?
    La distribuzione?
    - Bene!
    La promozione?
    - Parliamone…

    perché ho trovato molto poco confortante la descrizione al punto 8 e cioè: “Nel self publishing autori che curano il contenuto dell’opera, realizzano un piano di marketing ben strutturato e scelgono piattaforme in grado di offrire una distribuzione e una visibilità ampia e, sopratutto, affiancano alla pubblicazione cartacea quella ebook, riescono tranquillamente a superare il migliaio di vendite all’anno, con volumi in crescita costante.” Il che, a conti fatti, significa che, dopo avere speso 2000/3000 euro (minimo) per pubblicare al meglio e promuovere al meglio la propria opera (correzione bozze, editing e impaginazione, copertina, costi dell’ufficio stampa per avere recensioni e visibilità sui maggiori Social Networks, costi del blog letterario, del video per youtube e del merchandising vario: biglietti di visita, locandine, segnalibri ecc.) si arrivi (a stime fatte) a “guadagnare” dopo un anno, quasi o anche meno di quanto si è speso. “Costi d’ammortamento”, direte Voi? Io non direi, forse solo in parte, poiché l’altra buona parte dell’elenco di costi dovrà essere ripetuto anno per anno se si vuole la stessa visibilità della propria opera. Per non parlare poi del tempo “speso” dall’autore a seguire personalmente la promozione sul suo blog e sui Social Networks, oltre al tempo impiegato all’informazione specializzata sul web sul come divulgare al meglio la propria opera letteraria, o incaricare anno per anno un ufficio stampa (sempre costi) che faccia per noi tutto ciò che serve a livello di informazione per la divulgazione dell’opera.
    Ovviamente tutto ciò non è una critica, poiché sono dati aritmetici di pure entrate/uscite, ma trovo che certi dati vadano discussi e non ignorati, se si vuole motivare/incentivare noi autori al selfpublishing. Capisco elogiarsi per le iniziative, che io condivido in pieno (tant’è che tra poco pubblicherò anch’io, come già detto), ma “il tutto va sempre a confluire in ciò che ne deriva” e, “superare tranquillamente 1000 copie all’ anno”, significa 2000/3000 euro all’anno, il che, più che “ciò che ne deriva” sembra più “una deriva”.
    Ne deduco che, le stime di 1000 copie all’anno, malgrado tutti gli sforzi possibili (elencati) a livello d’impresa nell’ambito del selfpublishing, non siano un obiettivo appetibile, ancorché “con volumi in crescita costante.” Con 1.500 librerie (neanche 1 libro per libreria risulterebbe la media del venduto in un anno), pur aggiungendo la forza del sito di “la Feltrinelli”, quello di Youcanprint, 30 bookstore, il blog personale, un ufficio stampa che si (prodiga?) nella divulgazione e promozione. Signori, io mi auguro pubblichiate una nuova intervista con dati più confortanti. “Non mettiamoci il vestito da festa per andare in cantina.”
    Con l’augurio di rileggerVi al più presto e ricevere maggior conforto, con l’occasione Vi porgo i miei più

    Cordiali saluti

    Guido Rojetti

    • Ciao Guido,
      volevo rispondere solo a una questione, per mia esperienza personale.
      Io, per pubblicare un libro, spendo al massimo 200 euro per l’editing e 30 euro per il codice ISBN.

      Stop.

      La copertina me la faccio da me, con Photoshop (all’inizio ho avuto
      il supporto di un amico grafico, gratis). Anche le foto di copertina
      me le fa una persona di fiducia.

      L’editing lo metto in mano a un’editor bravissima a cui pago la prestazione, invece. Ma è una mia scelta.
      La promozione me la faccio da me, gratis, sui social network, nelle librerie e sui blog.

      Se riesci a lavorare bene e a costruirti un pubblico, nel tempo, magari il primo anno vendi anche meno di 1.000 copie, ma l’anno successivo puoi già triplicarle.
      Difficile da stimare, sta alla bravura e alle strategie di ciascuno.

      RT

  2. Ciao Guido

    grazie del tuo intervento. Ti rispondo volentieri su ogni aspetto per entrare in merito a quanto dichiarato nell’intervista.

    1) Le tue conclusioni partono da presupposti errati. Quando nell’intervista parlo di “curare l’opera”, “fare un piano di marketing” e “scegliere una piattaforma adatta” non significa che un autore debba investire 2-3.000 euro anzi al contrario grazie al self-publishing si possono ottenere questi risultati con un investimento minimo.

    Un editing di un’opera lo si fa a partire da 99.00 € con Youcanprint e per curare il marketing del proprio libro non serve pagare un ufficio stampa ma apprendere semplici regole di marketing, anche seguendo il nostro blog http://blogs.youcanprint.it.

    Quindi per pubblicare con cura e ottenere ottimi risultati l’investimento non è assolutamente di 2-3.000 euro ma molto, molto inferiore.

    2) Riguardo le vendite il valore di 1.000 copie è puramente indicativo per far capire come se un self-publisher pubblica curando la qualità dell’opera e la promozione in maniera corretta può tranquillamente ottenere ottimi risultati anche da subito. I guadagni anche grazie alle percentuali più ampie previste per gli ebook sono molto più alti di quelli da te indicati. Nella nostra esperienza abbiamo tanti casi di autori che hanno ottenuto straordinari volumi di vendita anche prolungati nel tempo con tirature molto superiori alle 1.000 copie.

    Quello che ho cercato di comunicare nell’intervista è semplice. Nel self-publishing l’autore si assume l’impegno di pubblicare il proprio libro e per farlo deve mettersi in gioco, curando ogni aspetto dell’opera. Se lo fa bene i risultati arrivano tranquillamente. Questo perché i lettori apprezzano la qualità a prescindere se sia pubblicata da un editore o autopubblicata.

    Per questo motivo con Youcanprint e il nostro blog promuoviamo la cultura del self-publishing, per offrire strumenti, guide, approfondimenti per conoscere questo straordinario mondo e ottenere risultati concreti.

    Buon self-publishing a tutti!

  3. Ciao Roberto! Sai in questi giorni mi domandavo una cosa molto importante: cosa fare se di punto in bianco, dopo tot mesi che hai pubblicato il tuo prezioso libro, arriva una casa editrice e ti chiede di pubblicarlo con loro? Accettare o non accettare?

    Sai, mi domando questo perché nel blog stesso di Youcanprint è stato riportato diverse volte di vari autori che sono stati contattati da queste case editrici ed hanno accettato la loro proposta.

    Io avrei un po’ di dubbi nell’accettare tale proposta. Penso che una persona come noi ci tiene tanto a ciò che scrive investe sul self-publishing (anche perché i diritti d’autore restano a noi) e di punto in bianco arrivano i cari e vecchi editori che siccome vedono qualcosa di speciale nel tuo libro allora si precipitano a rubarti i diritti d’autore e ad incassare di più… non so, a me questa cosa mi spaventa.
    E’ vero che i classici editori avranno la possibilità di pubblicizzarlo maggiormente, però il guadagno a livello di percentuale per ogni copia è minore, inoltre una volta consegnato nelle loro mani addio, perché se vuoi modificarlo non credo che puoi farlo, se vuoi cambiare editore non puoi farlo, insomma si perdono tante cose… Giusto?

    Tu cosa faresti?

    • Ciao Marco,
      vedo che ti sei già risposto da solo.
      Voglio dire: leggendo le tue parole si capisce come la pensi.
      Scegliere di passare all’editoria tradizionale è una scelta del tutto personale.
      Io non lo farei, ad esempio, ma ci sono persone che scelgono di usare il self publishing come trampolino di lancio per farsi notare.
      Nulla di male in questo, dipende solo da cosa si crede e da cosa si sogna di fare.
      Come dicevo: tu la risposta ce l’hai già. ;)

      RT

  4. La risposta me la sono data da solo involontariamente :) , però in parte in quanto ci potrebbe essere la tentazione… se mi capitasse ora una situazione del genere devo dire che sono molto insicuro. Cioè da un lato percepisco il valore vero di ciò che facciamo, dall’altro però gli editori mettono in libreria (fisicamente) il tuo libro, quindi le probabilità aumentano, contrariamente al self-publishing.
    Forse sarà che per me la libertà vale più di ogni altra cosa. Spero che un giorno si e comunque i classici editori cambino atteggiamento e metodo di pubblicazione perché la vita e sopratutto la mentalità nel mondo va avanti e ultimamente vedo sempre di più il “vecchiume” crollare, parlo anche in linea generale su ogni tipo di visione.

    Scusami se ti ho disturbato, però ammetto che ero molto curioso di sentire anche una tua piccola opinione ;) proprio come hai fatto.
    Grazie ancora Roberto.

    • Ma ti pare! Non mi hai disturbato affatto. Anzi…
      Partecipare a discussioni costruttive è una delle attività che preferisco.
      Sai cosa? Io, personalmente, non spero che gli editori tradizionali cambino mentalità, spero piuttosto che il self publishing cominci ad essere preso più sul serio dalle librerie e dai circuiti di distribuzione. ;)

      RT

  5. Diciamo che questo lo spero anche io, forse le librerie si fidano poco perché pensano che ognuno possa scrivere qualunque sciocchezza, ma alla fine è giusto che ci sia la libertà di pensiero, inoltre vedo che youcanprint non ha nulla da invidiare rispetto a un classico editore. Un editing del testo per correzioni o revisioni c’è l’hanno. In più hanno tante opzioni molto interessanti.

    Io se dico che gli editori si dovrebbero evolvere non è tanto per passare a loro, ma perché a volte sono loro stessi ad attaccare il SP sentendosi gli unici che hanno il diritto di mettere in vendita i libri. Dovrebbero scendere dal piedistallo, incominciare a capire che la gente è stufa di seguire sempre delle regole chiuse e che non portano a nulla di buono, solamente caos.
    Comunque ripeto, sono perfettamente d’accordo con te, le librerie stesse dovrebbero fidarsi di più e dare più possibilità alla gente che ha voglia di esprimersi , trasmettere e raccontare qualcosa di bello al prossimo.

    • In realtà il problema della qualità si pone, in alcuni casi, ma si può risolvere da sé con le anteprime online.
      La libreria legge l’anteprima, se l’opera lo attrae la mette tra gli scaffali.

      Gli editori, oltreché stare sul piedistallo, molte volte criticano il self publishing per paura.
      Hanno (giustamente) paura che questo nuovo fenomeno possa portar via loro il mercato editoriale.
      Ma non è screditando gli altri che si ottengono punti, è mostrando di valere di più.

      RT

  6. Si infatti ci sono tanti modi per migliorare la qualità del proprio libro.
    Riflettendo capisco che siamo in tanti a scrivere, lo si vede da quanti libri ogni giorno vengono pubblicati su tutti questi siti self publishing, quindi non si può pretendere che tutti vengano messi negli scaffali o nelle vetrine, sarebbe impossibile.
    Quindi giustamente la libreria deve vedere prima di poter decidere quali esporre.

    Gli editori effettivamente hanno paura e fanno bene, in fin dei conti si vede come il mondo sta cambiando. Ad esempio guardiamo le edicole, da quando esiste internet e le riviste elettroniche stanno vendendo sempre di meno, diciamo che sopravvivono perché ci sono ancora persone (maggiormente le più anziane) che preferiscono comprare i giornali su carta, ma un giorno credo che molte cose cambieranno. Non penso che tra 20 anni quelli che per ora sono bambini, compreranno il Messaggero su carta, ormai vedo che si sta andando sempre più verso il “non materiale”.

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