Come scrivere bene un libro: l’importanza dei luoghi

Scrivere bene - I luoghi

Come ti ho illustrato la volta scorsa, scrivere bene vuol dire anche curare i dettagli. E questo vale anche per la descrizione degli ambienti (sia che tu stia scrivendo un romanzo, sia che tu stia preparando un articolo, o un post).

Per quanto riguarda i luoghi, però, questo non è tutto. No, perché i luoghi non sono solo un mero insieme di descrizioni, portano con sé tutto un universo simbolico. tanto nella realtà quanto nella finzione narrativa.

Per questo va lasciato a loro un occhio di riguardo. Per questo, nell’Accademia del Self Publishing dedico un’intera videolezione alla descrizione dei luoghi, con moltissimi esempi pratici. E per questo, tra poco, ti illustrerò i trucchi psicologici che si celano dietro la presentazione di scenari memorabili ed emozionanti (siano essi reali o fantastici).

Descrivere bene è scrivere bene

scrivere bene - le descrizioni

La descrizione di un luogo, molte volte, si riduce all’elenco degli elementi che lo caratterizzano. E, per dar vita a una scena, in molti casi, si sceglie un luogo qualsiasi perché “tanto uno vale l’altro”. Errore!

Questa non è la strategia giusta per scrivere bene un libro. I luoghi sono molto di più di semplici spazi fisici. Come asserisce il geografo Tim Cresswell, infatti, i luoghi racchiudono 3 tipi di aspetti in uno:

  • La loro localizzazione fisica (parliamo della loro posizione assoluta nel mondo).
  • L’aspetto (e qui parliamo del contesto materiale, delle strutture e degli oggetti che lo identificano).
  • Simboli ed emozioni (sia personali che collettivi).

Questo studio ci fa comprendere che, la scelta del luogo (o l’invenzione dello stesso) deve essere mirata e specifica.

Venezia si presta più per una storia d’amore, è vero, ma diversi film ci hanno mostrato che le sue Calle possono prestarsi bene anche a inseguimenti e omicidi silenziosi. La Piazza Rossa è perfetta per intrighi di tipo internazionale, per spionaggio e romanzi storici sul comunismo, ma anche per un bacio tra una donna russa e un militare occidentale.

Come vedi, i simbolismi che un luogo può racchiudere in sé sono molteplici. Essi dipendono da emozioni personali, che magari hai vissuto tu in quei posti e che devi riuscire a mettere su carta, ma anche a emozioni collettive legate a un determinato posto (pensa a Piazza Tienanmen).

E poi, rifletti anche sull’universo simbolico che si cela nella mente dei tuoi lettori (che poi dovrebbe essere anche il tuo, se ami il genere che scrivi). Voglio dire: un lettore di horror vedrà la Romania come la patria di Dracula e susciterà in lui alcune emozioni, un lettore di noir, invece, vedrà la stessa Nazione come un terreno di passaggio per la tratta delle bianche o il commercio di armi.

Chiediti sempre: il luogo che ho scelto che emozioni suscita in me? Che ricordi rievoca nella mia testa? Avrà lo stesso effetto anche sui miei lettori? Loro come lo vedono quel luogo?

Sfrutta, nei tuoi scritti, questi simboli e queste emozioni legate ai vari luoghi. Non tirarti indietro, affronta l’impegno.

 

Dettagli che fanno la differenza

Scrivere bene - I dettagli

Questo è ciò che in psicologia viene chiamato “identità di luogo“. Un’esperienza che viviamo anche noi, tutti i giorni. Quando, dopo un lungo viaggio, torniamo nella nostra città natale. Quando ci ritroviamo da soli in luoghi che di giorno sono stracolmi di gente (come un luna park, o una guardia giurata rimasta sola negli uffici di una multinazionale per il turno di notte).

Questi dettagli sono fondamentali per richiamare specifiche emozioni e rendere speciali luoghi comuni.

Ma devi saper usare bene le parole e, prima di questo, aver sperimentato in prima persona quelle emozioni. Non tutti hanno visitato un luna park di notte. Non tutti hanno fatto un lungo viaggio e poi sono tornati nella terra natia assaporando ogni palazzo, ogni parco, ogni cambiamento (caspita, lì hanno aperto un pub! Qualche anno fa, ricordo, c’era un centro anziani, quello dove zio andava sempre a giocare con gli amici). Ma puoi richiamare emozioni simili giocando coni dettagli comuni.

Io uso questa tecnica nel mio thriller psicologico “Lo scacciapensieri“, usando la simbologia legata ad alcuni luoghi e ad alcuni dettagli, per creare Sant’Erasmo, un paesino che, in realtà, non esiste. Ho trovato la stessa tecnica anche ne “Il superstite” di Wulf Dorn, anche lui descrive una città che non esiste, vista dagli occhi di chi vi torna dopo anni di assenza.

Giocando con i dettagli si può andare dalla cantina di casa, umida e piena di vino (dove magari si annida un fantasma), al pianeta Terra intero (magari visto da un astronauta, o un alieno in viaggio).

 

Ora tocca a te, come descrivi i tuoi luoghi?

6 Commenti “Come scrivere bene un libro: l’importanza dei luoghi

  1. Ciao Roberto, grazie per i tuoi suggerimenti. Sempre molto utili e graditi. Io appena scritto un libro quasi interamente ambientato a Dublino, dove sono vissuto negli ultimi 6 anni. Quindi l’ importanza dei luoghi e del loro legame emotivo con l’ io narrante e’ abbastanza forte. Spero di aver reso questo aspetto nel racconto. Comunque si, credo che si debba puntare sui dettagli e sulle emozioni che il luogo evoca attraverso la descrizione dell’ autore.

    Saluti

    Rob

    • Ciao Robert,
      grazie mille! Be’, nel tuo caso, credo proprio che i luoghi svolgano un ruolo da prima donna.
      Se il libro non è ancora stato pubblicato, rileggilo cono calma e dài ai luoghi lo spessore che meritano (se non ce l’hanno già, ovvio).
      Ricorda: poche parole, ma tante emozioni. ;)

      RT

  2. i luoghi sono importantissimi, sono il sale del racconto, ciò che può renderlo intrigante ed accattivante. Sono convinta che un buon scrittore debba viaggiare o perlomeno avere delle solide conoscenze di geografia e quindi di storia. Bisogna far tesoro di ogni esperienza di viaggio, annotare i posti e le emozioni suscitate dagli stessi e leggere riviste e libri che introducono alla conoscenza di paesi che non possiamo raggiungere. Per non parlare delle suggestioni dell’arte, dell’architettura. Per acquisire un vasto vocabolario bisogna studiare. E se non c’è possibilità di viaggiare? si può essere veri scrittori stando a casa?…ho pubblicato finora un libro in cui ricorrevano poche descrizioni, l’argomento era filosofico-riflessivo ed in questo caso ho usato i luoghi del mito, che sono fantastici e simbolici. Se non sei bravo a descrivere i luoghi puoi far leva sul paesaggio dell’anima , ma anche in questo caso la bravura sta nel rendere le sfumature dei sentimenti, mantenersi entro dei toni che non siano troppo marcati. ma anche per la psicologia..tanto studio.
    grazie per i tuoi consigli.

    • Verissimo! E io ci metterei pure la possibilità di viaggiare stando in casa, grazie a Google Maps e Google Foto.
      Scegli un posto e lo visiti virtualmente, immaginandone odori, vita, sapori, emozioni. Che ne dici, Teresa?

  3. i luoghi sono importantissimi, sono il sale del racconto, ciò che può renderlo intrigante ed accattivante. Sono convinta che un buono scrittore debba viaggiare o perlomeno avere delle solide conoscenze di geografia e quindi di storia. Bisogna far tesoro di ogni esperienza di viaggio, annotare i posti e le emozioni suscitate dagli stessi e leggere riviste e libri che introducono alla conoscenza di paesi che non possiamo raggiungere. Per non parlare delle suggestioni dell’arte, dell’architettura. Per acquisire un vasto vocabolario bisogna studiare. E se non c’è possibilità di viaggiare? si può essere veri scrittori stando a casa?…ho pubblicato finora un libro in cui ricorrevano poche descrizioni, l’argomento era filosofico-riflessivo ed in questo caso ho usato i luoghi del mito, che sono fantastici e simbolici. Se non sei bravo a descrivere i luoghi puoi far leva sul paesaggio dell’anima , ma anche in questo caso la bravura sta nel rendere le sfumature dei sentimenti, mantenersi entro dei toni che non siano troppo marcati. ma anche per la psicologia..tanto studio.
    grazie per i tuoi consigli.

  4. errata corrige per il primo intervento. solo un dettaglio…
    grazie per il tuo consiglio..ne farò tesoro…e nel frattempo metterò su un salvadanaio per i viaggi…
    Teresa

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