Facebook e le sue furbate

FacebookOggi voglio parlarti, al volo e in poche righe, della nuova furbata firmata Facebook!

Già non mi andava giù la storia dei post sponsorizzati, figurati questa qui! Comunque, era inevitabile che i social network, prima o poi, cercassero di spillare soldi agli iscritti, costringendoli a investire, qualora volessero utilizzare i loro strumenti per scopi professionali (e non solo per pubblicare foto di gattini o la ricetta del giorno).

Così com’è inevitabile che i social generalisti siano destinati a fallire e ad essere rimpiazzati da social network di nicchia. Magari privati.

Ma veniamo a noi. Cos’è successo di così grave? Praticamente questo: da oggi, se invii un’email a una persona che non è tra i tuoi amici, il buon Facebook ti dice che quell’email andrà nella casella “Altro” di quella persona. Quindi non godrà di ottima visibilità.

Però, il buon Facebook ti risolve il problema (che ha creato lui e che prima non c’era) e, con 0,76 euro a messaggio, farà sì che la tua email vada nella casella “Posta in arrivo” del contatto. Così avrà massima visibilità.

E, di predefinito, ovviamente, il buon Facebook ti mette l’invio a pagamento. Hai visto mai, qualcuno non se ne accorge e ci casca.

Penso che il prossimo passo sarà nascondere ancor più la casella “Altro”, rendendola quasi invisibile, stile Stealth, creando, così, la necessità di usufruire del nuovo, splendido servizio a pagamento. Tra l’altro, già ora la casella è praticamente introvabile a un primo sguardo, perché non c’è il richiamo sulla barra di sinistra.

Per trovarla devi andare dentro “messaggi” e renderti conto che, in alto, c’è un piccolo tab con su scritto “altri”. Ecco, dovresti cliccare su quel tab per vedere tutti i messaggi ricevuti da persone che non sono tuoi contatti e che non vogliono regalare a Facebook 0,76 euro ogni messaggio inviato, da oggi in poi.

E meno male che il buon Facebook è il social che doveva mettere in contatto le persone che non si vedono da tempo e creare nuove relazioni, anche professionali.

Ha messo a pagamento addirittura il suo servizio base: contattare educatamente qualcuno via email, anziché chiedere brutalmente l’amicizia.

Andiamo bene.

Dirai, cosa c’entra tutto ciò con il self publishing? Be’ ti è mai capitato di voler contattare, su Facebook, un giornalista per chiedere una recensione, oppure uno scrittore per fare amicizia e scambiare opinioni?

Ovviamente lo fai in modo discreto, mandando un messaggio per chiedere il consenso all’amicizia. Al contrario, chiedere subito l’amicizia, sarebbe scortese come entrare in casa di qualcuno senza bussare prima.

Ecco, da oggi ti toccherà aspettare che quella persona si accorga del tab “altri”. Oppure pagare 0,76 euro.

Tu che farai?

4 Commenti “Facebook e le sue furbate

  1. Un ottimo modo aggiuntivo per monetizzare gli utenti e le loro azioni sul social…
    Sono a dir poco creativi…

    Ovviamente è un test che fanno, potranno cambiare i prezzi o le modalità per vedere se va bene per gli utenti.

    Così come la gente fa comunemente per un business on line, provano con test diversi. Se non funziona proveranno altro.

    Penso ad esempio, parlando di scrittura, mi ricordo di un concetto espresso da Kevin Kelly (fondatore della rivista Wired) in un suo famoso libro.

    Secondo il luminare bisognerebbe pagare la gente per leggere i libri (visto che secondo lui pochi leggono libri seri attualmente).
    Cioè non farsi pagare per comprare il libro, ma al contrario pagare affinchè il libro dato gratis sia letto per intero o quasi (possibile solo tramite i nuovi Kindle ovviamente).

    E se uno non fosse in questo nuovo Mondo in cui si monetizza in tante maniere potrebbe sembrare assurdo (sicuramente sarebbe stato assurdo in passato… così come pareva assurdo nel passato passare dal farsi pagare per andare a cantare in radio al cantare gratis per monetizzare ad esempio col disco).

    Si chiama innovazione e nei nostri anni è sempre più veloce e più bella a mio avviso. Permette a tutti di diventare più creativi.

    Scusa la lunghezza del commento Roberto, ma è un argomento che mi appassiona l’innovazione in genere.

    • Ottimo commento, direi, Mimmo!
      Anche io sono per l’innovazione, come sai bene.

      Quella di Kelly credo fosse più una provocazione che una vera proposta, ma è interessante comunque.

      Quella di Facebook, invece, più che come creatività la vedo come una difesa.

      Da quando l’azienda si è quotata in Borsa vendere anche l’anima per fare soldi. Ed è corretto. Fa parte del gioco. Però, ci sono modi e modi.

      Non può mettere a pagamento un servizio base per i social: contattare nuove persone.

      E’ chiaro che inviando la mia email in “altri” non verrà mai letta. Anche perché mi nascondi la sezione “altri”.

      E’ un po’ scorretta come mossa.

      RT

  2. E’ giusto il tuo ragionamento Roberto…

    Però considera che facebook è più per evitare lo spam e per far sì che tu contatti e parli con chi ti è amico o amico di amici.

    E quelli prevalentemente ce l’avrai tra le amicizie o potresti averli.

    Però Facebook ti dice: “se vuoi che questa nostra idea sia bypassata ci paghi qualcosina”.

    E lì ovviamente ne approfitta.

    Però di base ha delle regole non scritte Facebook e fornisce tanto valore a cui ci abituiamo e diamo per scontati ormai che è da sempre gratis.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>