Personal branding: fondamenti per il self publishing

Personal BrandingCome ho più volte ripetuto, per chi si autopubblica, l’importante non è saper valorizzare il proprio libro agli occhi degli altri, per venderlo, quanto saper valorizzare se stessi. In una parola: personal branding.

Ciò che fa la differenza, infatti, è l’immagine di te che riesci a costruire col tempo. Questo fa passare in secondo piano l’importanza di far pubblicità al tuo libro e, paradossalmente, l’agevola, in qualche modo.

Andare in giro a pubblicizzare il tuo libro, così, diventa un’attività complementare. Il tuo potenziale lettore, prima di tutto, vuole sapere chi sei, cosa sai fare. Vuole avere degli “assaggini” del tuo talento. E li vuole avere gratis.

In effetti, se ci pensi e ti poni per un attimo nei suoi panni, che interesse avrebbe, il potenziale lettore, a comparare il libro di un perfetto sconosciuto? O, peggio ancora, di un perfetto sconosciuto che non fa altro che dire che il suo libro è bello?

Qui entra in gioco il personal branding, lemma coniato dal guru del marketing americano, Tom Peters, in un articolo scritto e pubblicato nel lontano 1997.

Sostanzialmente, vuol dire “fare marketing di se stessi”.

Ma a cosa serve il personal branding per chi si autopubblica? Come dicevo, è fondamentale per far sapere al mondo che esisti, che scrivi e per dimostrare che sai farlo davvero.

La prima cosa da sapere, quando inizi a fare personal branding, è che non si tratta di autopromozione. Non si tratta di vendere un prodotto. Guai a confondere le due cose! I risultati sarebbero disastrosi.

Fare personal branding vuol dire farti conoscere, far sapere al mondo che hai una tua personalità e sai fare determinate cose. Il miglior modo di fare personal branding, forse, è proprio quello di non vendere alcunché ed essere il più naturale possibile, di mostrarti come sei e dar luce alle tue capacità.

Sposa una causa in cui credi, parla con i fatti e dimostra di sapere scrivere, di conoscere approfonditamente ciò che fai. In questo modo, se lavori bene, pian piano, verrai indicato/a come un esperto/un’esperta di scrittura e saranno i lettori a venire da te.

Quando ho voglia di leggere qualcosa di buono, infatti, una storia di quel genere che tanto mi piace, a chi mi rivolgo se non a chi ha dimostrato di saper davvero scrivere bene quel genere di storie? E lo stesso vale per i manuali tecnici.

Come avrai notato, continuo a battere sul punto “dimostrare di saper fare”, questo perché sono fermamente convinto che i fatti parlino più delle parole. Posso urlare al mondo di essere il miglior elettricista esistente se non ho mai nemmeno avvitato una lampadina?

Quindi, per come la vedo io, fare del buon personal branding vuol dire, prima di tutto, dimostrare di essere esperto/a di un determinato settore, nel caso specifico di scrittura.

Ma come si fa a dimostrarlo?

In realtà è molto più semplice di quanto si pensi, l’importante è lavorare sodo. Il trucco sta tutto nel mettere anima e corpo in ciò che si fa, nel lavorare bene stando attenti ai dettagli. Curare il proprio stile di scrittura, prestare attenzione anche alle singole parole, raccontare storie che la gente ha voglia di vivere e leggere. Se lavori bene, il resto verrà da sé.

E come far sapere al mondo che esisti?

Niente meglio del Web può venirti in aiuto. Inizia con autopubblicare le tue storie, non appena ti senti sicuro/a di ciò che hai scritto. I siti di self publishing sono ben indicizzati e, se hanno un buon servizio di distribuzione in librerie e siti Web, il tuo nome e i tuoi titoli inizieranno a rimbalzare da soli nei motori di ricerca.

Poi, dedicati ai social network. Ma ricorda: non devi promuovere i tuoi libri in questa fase, devi solo far sapere che esisti e che scrivi. Quindi, partecipa a discussioni sul tema della scrittura, o sul tema trattato nel tuo libro (per promuovere “Lo Scacciapensieri”, ad esempio, mi inserisco in discussioni che trattano la Sindrome di Tourette, argomento che, per forza di cose, conosco molto, molto bene), fai vedere che sei una persona in gamba e, soprattutto, fallo con umiltà.

Evita l’arroganza, non cedere alle provocazioni e accetta le critiche. Fatti conoscere pubblicando video su Youtube, scrivendo post o commenti su Facebook, twittando i tuoi pensieri, o in qualsiasi altro modo tu ritenga opportuno.

E tieni sempre a mente i 3 pilastri del personal branding:

  1. Competenza (ciò che sai fare davvero bene)
  2. Visibilità (gli sforzi per emergere dalla massa e farti notare)
  3. Networking (la capacità di crearti una rete di contatti con i tuoi stessi interessi e valori)

 

Prima di lasciarti, ti do un ultimo consiglio: dai sempre credito a chi lo merita. Voglio dire: se trovi in giro per il Web un articolo interessante, un’idea, un aforisma a firma di qualcuno, e ti viene voglia di ritwittarlo, di postarlo su Facebook o di inserirlo in un tuo video, fa’ sempre riferimento alla fonte originale, inserendo il link dell’articolo o menzionando l’autore o l’autrice dell’aforisma o dell’idea innovativa.

Questo, oltreché doveroso e onesto, è un atteggiamento che paga, perché accresce la stima nei tuoi confronti.

Alla prossima e…occhio alla penna ;)!

 


roberto-tartagliaSe hai intenzione di far decollare il tuo progetto letterario e fare il salto di qualità, dài uno sguardo al servizio di consulenza di Vivere di Scrittura.

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