Marketing editoriale: conviene dedicare tempo ai social network?

Marketing editoriale e social network

Ne avevo già parlato qui, in tempi non sospetti: i social generalisti non sono i re del web marketing. E ora, tutti parlano della notizia di un imminente esodo da Facebook che, sembra, in 3 anni perderà l’80% di iscritti.

Vera o no che sia questa profezia, la domanda è: nel tuo piano di marketing editoriale conviene inserire i social network? Se sì, quanto tempo dedicare loro?

In questo post cercherò di dare risposta a queste domande e di fornire spunti utili per bilanciare il tuo tempo e sfruttarlo al meglio.

Social life e marketing editoriale

Marketing editoriale e social life

I social network possono essere buoni alleati ma, purtroppo, anche un’enorme perdita di tempo. Puoi passare ore davanti alla home di Facebook, o su Youtube. Perché un link tira l’altro.

Allora, come regolarsi?

C’è chi dice che i social sono la risorsa più preziosa per fare web marketing. Chi dice che bisogna postare ogni giorno e giocare a una specie di “corsa al fan”.

La mia esperienza personale, però, mi dice che le cose non stanno così.

I social network sono importanti, certo, ma non fondamentali per il proprio piano di marketing editoriale. Ho fatto un prova, tempo fa: sono rimasto due mesi senza postare nulla, se non un testo/foto/video a settimana. Prima di ciò, pubblicavo più volte, tutti i giorni.

Allo stesso tempo, però, ho mantenuto costante la pubblicazione dei miei articoli sui siti personali. Risultato: in questi 2 mesi il traffico sui miei siti ha mantenuto il trend di crescita senza subite inflazioni, così come pure le vendite dei miei libri e dei miei servizi di consulenza.

Per quanto mi riguarda, quindi, i social non sono poi così importanti. Il punto di dirottamento principale del traffico sui miei siti è e rimane Google. I miei articoli vengono trovati, il sito è trafficato e i libri vendono.

Sui social, almeno da quanto ho notato io, sempre meno persone si collegano per cercare prodotti o informazioni. Specialmente su Facebook. Twitter è ottimo, ma in Italia sembra non voler prendere piede al di fuori di una ristretta cerchia di persone. Così come Google+. Ecco, forse il problema che è alla base di tutto è proprio il fatto che, qui da noi, manca una cultura dei social network come strumento di lavoro e informazione.

Ormai, i social sono solo un punto di ritrovo simile a un bar virtuale. Aggiungici che, ultimamente e su Facebook in primis, se si vuole fare business “fatto bene” e raggiungere un gran numero di persone, occorre acquistare prodotti a pagamento (come i promoted post, gli Ads e così via).

I social rimangono, dunque, il luogo migliore se si vuole creare coinvolgimento attorno alla propria attività e si vogliono cercare “amici” da portare sui propri siti. Ma, a mio avviso, ti conviene impiegare il tempo nel creare contenuti utili e di qualità da inserire nei tuoi siti, o da distribuire esclusivamente nelle tue newsletter (in merito all’utilizzo e al potere delle newsletter ho accennato in questo articolo).

I social, poi, vanno usati in modo scientifico. Da eliminare del tutto gli inviti (a eventi, a mettere “mi piace” e cose del genere). Ormai è spam. Ce ne arrivano a centinaia ogni settimana, giusto? E anche i messaggi privati del tipo “compra il mio libro, è appena uscito. Grazie.” sono da scartare.

Pensa, invece a messaggi personalizzati e a concorsi a premi. Ma è solo un’idea. Lascia briglia sciolta alla tua fantasia e pensa sempre che devi rendere felici gli altri, non te.

Infine, in quel poco tempo che ti consiglio di passare sui social network, ricordati che ogni social ha il suo linguaggio. E ognuno ha il suo punto di forza. Facebook è più utile per creare interazioni, Google+ per la SEO, Twitter per le news in real time, LinkedIn per farti notare dagli influencers e così via. E ricorda che sono sempre preferibili immagini, video o testi brevi. Sui social serve immediatezza.

Tu hai qualche esperienza personale in merito?

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