Personal branding: la teoria della motozappa

Personal brandingPersonal branding e motozappa…Strano titolo, vero? Presto capirai cosa vuol dire.

Voglio parlarti, infatti, di personal branding. Ma non approfonditamente come ho fatto nella guida che hai ricevuto (o riceverai presto) via newsletter. No, piuttosto, in modo alternativo.

So che spesso ci si domanda cosa sia il personal branding, a cosa serva e così via. Oggi spero di fornirti una risposta a entrambe le domande, utilizzando una sola metafora.

Mio nonno è contadino e, come tutti i contadini di una volta, odia l’eccesso di tecnologia. Quindi, non ha mai acquistato una di quelle motozappe elettroniche che si guidano tipo scooter. No, lui ha ancora una di quelle vecchio tipo.

Ora, se non ne hai mai vista una, la motozappa vecchio tipo è più difficile da accendere che da utilizzare.

Per farla partire, infatti, bisogna avvolgere, fino alla fine, una corda bella doppia e abbastanza lunga intorno a una specie di girandola in acciaio. Dopodiché, mettere un piede sulla ruota per fare forza, prendere in mano quel che resta della corda e tirare, con uno strattone secco e potente.

Già questo sarebbe un bel lavoro. Ma non finisce qui.

No, perché la motozappa non parte mai al primo colpo. Nel migliore dei casi servono 2 o 3 tentativi e l’aiuto di qualche parente o amico dalle braccia forti.

Una volta partita, però, non si spegne più finché non togli gas. Va avanti quasi da sola, devi solo dirigerla.

Ecco, il personal branding è proprio così. È la tua motozappa.

Prima di andare sul campo e iniziare a zappare, bisogna metterla in moto. Poi andrà da sé. Ci vuole tempo e fatica, ma il lavoro vierrà ben ripagato. E, molte volte, occorre farsi aiutare da conoscenti dalle “braccia forti”.

In pratica cosa vuol dire?

Vuol dire che bisogna mettersi in testa che, all’inizio, il lavoro sarà duro. Bisognerà sperimentare, fare tentativi e impegnarsi molto per far sì che la motozappa parta, per far sì che il tuo nome inizi a circolare e che si guardi a te come a una persona davvero in gamba.

Le “braccia forti” potrebbero essere quelle di amici blogger, di giornalisti, di persone influenti che possano parlar bene di te (se lo meriti). Per far questo devi lavorare molto di networking. Devi crearti una rete di amicizie e fan, non di semplici contatti, come ti spiego anche nella guida.

Ti trovi d’accordo con questa mia teoria? Stai già lavorando in tal senso? Oppure hai altre idee? Lasciami qui sotto i tuoi commenti e parliamone.

A presto e…OCCHIO ALLA PENNA!

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