Self publishing: cosa intendo per vivere di scrittura

Vivere di scritturaParlo sempre di self publishing e il mio progetto si chiama “Vivere di scrittura”. Ma qual è il legame tra questi due nomi? Cosa intendo con “Vivere di scrittura”? E qual è lo scopo del mio progetto? Te le spiego in questo post, anche perché in molti me lo hanno chiesto.

Per me, vivere di scrittura vuol dire, semplicemente, trasformare una passione in un lavoro. E, in questo mio progetto, il self publishing si inserisce a meraviglia.

Anche perché, se ci pensi, self publishing vuol dire proprio pubblicarsi da sé. E racchiude, in sole due parole, un concetto meraviglioso: quello della libertà di espressione attraverso la scrittura. Scrivere ciò che si pensa, senza limiti editoriali.

Ti rendi conto di quanti e quali meravigliosi valori porta con sé questo fenomeno? Intenderlo solo come la pubblicazione di libri senza casa editrice, risulta limitativo, dunque.

Ed è per questo che, a differenza di molti altri, il mio obiettivo non è mai stato quello di scalare le vette, risultare primo nelle varie classifiche di libri e così via. Ciò che mi muove è tutt’altro: l’indipendenza!

Pensi che io sia matto, vero? “Casus belli”, il mio primo romanzo, in pochi mesi ha superato le 5mila copie. “Lo scacciapensieri”, il mio secondo giallo, nonostante sia in vendita solo da 2 mesi sta già avendo ottimi risultati. C’è una contraddizione in tutto ciò, dunque?

No, direi di no.

Questi sono risultati che ottengo con l’impegno che metto nel mio lavoro, e con la conoscenza delle varie tecniche di marketing e personal branding, ma non è il mio obiettivo. Se questi risultati arrivano, ben venga. Altrimenti, bene lo stesso.

Il mio scopo è quello di lavorare scrivendo. Di tutto. E guadagnare differenziando le mie entrate. Per questo non mi limito a scrivere romanzi, ma lavoro anche come blogger, giornalista, sceneggiatore e addetto stampa.

Il mio obiettivo non è quello di scrivere un libro nel più breve tempo possibile (anche soli 4 mesi) e metterlo in vendita, per poi farlo sapere a tutte le persone che conosco, scalare qualche classifica e poi scrivere di corsa un altro libro per alimentare questa piccola macchina editoriale.

Io ci metto un anno (o anche più) per scrivere un romanzo. Questo perché voglio che quando verrà messo sul mercato sia perfetto. Voglio che abbia una trama avvincente, che sia stato ben editato, ma, soprattutto, voglio che lasci il segno.

E così voglio che sia per tutti i miei lavori.

Non ho intenzione di scrivere molto e discretamente (o male). Ho intenzione di scrivere poco, ma molto bene. Dando il massimo. In ogni romanzo, in ogni poesia, in ogni racconto, sceneggiatura o articolo che pubblico.

Avere successo, per me, non vuol dire apparire in TV o scalare le vette delle classifiche, ma lasciare il segno. Fare qualcosa per aiutare gli altri e guadagnare svolgendo il lavoro che amo svolgere. Ma sul tema del successo ti rimando a un articolo specifico sul mio sito personale.

Anche nelle mie consulenze private, lo specifico sempre: “ti sto fornendo una serie di strategie e strumenti utilissimi che tu potrai utilizzare come meglio credi, non solo per pubblicizzare i tuoi libri”.

Questo perché ognuno ha il diritto di vivere la propria vita e la propria scrittura come meglio crede. Io ti fornisco solo degli strumenti, delle strategie, così che tu possa essere indipendente anche in questo.

Come dice un proverbio cinese: dai a un uomo un pesce e lo avrai sfamato per un giorno, insegna a un uomo a pescare e lo avrai sfamato per tutta la vita.

Io, con questo mio progetto, insegno a pescare ;).