Self publishing e Diritti d’Autore: come gestire i propri redditi da scrittura

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Noi che amiamo scrivere siamo fatti così: dateci un foglio bianco, una penna e tempo per creare. Al resto pensateci voi. Compresi i pagamenti dei Diritti d’Autore.

Ma gli scrittori indipendenti sono un mix di varie professionalità, lo dico sempre. Per questo dobbiamo sapere anche come gestire i nostri redditi derivanti dalle attività di scrittura online e offline.

È una pratica rognosa e molto, ma molto distante (spesso) dai nostri interessi e dalle nostre attitudini mentali. Però va eseguita.

Vendere libri vuol dire anche guadagnare, e guadagnare vuol dire essere obbligati a farlo sapere al Fisco. Tuttavia, per quanto questo possa sembrare noioso, complicato e una perdita di tempo, gestire i propri redditi da scrittura è una cosa molto più semplice di quanto si creda. Almeno per quanto compete noi scrittori indipendenti. Lascia al commercialista il suo lavoro.

Le soluzioni sono sostanzialmente 2:

  • Usare il modello Unico – persone fisiche.
  • Usare il modello 730.

Se hai già un reddito da lavoro dipendente, devi far riferimento al modello 730, ma, forse, questo lo saprai già. Quello che, probabilmente, non saprai, invece, sono i vari tipi di prodotto Web che vengono tutelati dal Diritto d’Autore e per i quali, quindi, potrai dichiarare i tuoi introiti come Diritti.

Nessun problema.

Ce li elenca il Dottore Commercialista Luca Taglialatela in questo esplicativo post: http://www.commercialista.com/extra/normativa/quali-sono-gli-info-prodotti-multimediali-tutelati-dal-diritto-dautore-sul-web/.

Ma non è tutto. Devi sapere che, in Italia, gli scrittori vengono tassati tramite ritenuta d’acconto del 20% sul 75% del guadagno (non il 100%) ma, secondo la Legge Melandri, se hai meno di 35 anni il 20% verrà calcolato sul 60% e non più sul 75%. A questa prima tassazione, però, dovrai poi aggiungere quella della dichiarazione. Solo nel caso riuscissi a vincere qualche premio letterario, i soldi percepiti dalla vincita non sarebbero oggetto di tassazione.

Ma la tua domanda, forse, sarà anche un’altra: come faccio a rimediare gli introiti per i libri venduti? Anche questo è molto semplice.

Tutti i servizi di self publishing hanno i loro metodi personali per permetterti di ottenere e dimostrare i tuoi introiti.

Bookoliko, ad esempio, ti paga automaticamente, via Paypal, non appena il tuo libro viene venduto.

Su Youcanprint, invece, nella tua pagina personale, alla voce “Report Vendite”, oltre ad avere tutta una serie di statistiche relative alle copie vendute, puoi trovare anche un pulsantino con scritto “Richiedi pagamento”.

Se avrai raggiunto la soglia minima di pagamento, ti basterà cliccare sul pulsante per avviare la semplice procedura. In caso contrario, Youcanprint ti farà comparire una scritta in cui comunica che ti mancano ancora xxx euro per raggiungere la soglia minima per richiedere il pagamento.

Una volta cliccato il pulsante, ti comparirà una finestrella con i tuoi dati e un testo in cui Youcanprint ti dice:

“Cliccando su Richiedi pagamento invierai la richiesta di pagamento al team di Youcanprint.it e riceverai una mail sul tuo indirizzo di posta con le istruzioni da seguire per poter ricevere il pagamento del credito maturato con la vendita del tuo libro.”

Segui le istruzioni via email e stop!

Niente di complicatissimo, come qualcuno vorrebbe far credere, giusto?

Al fine di illustrare al meglio tutta la questione legata ai Diritti d’Autore, alla SIAE e al Fisco, ho proposto un’intervista al succitato Dottore Commercialista, Luca Taglialatela, che ho trasformato in una guida che invio gratuitamente via newsletter.

Tra la varie domande, ne ho posta una particolare che spesso è stata rivolta anche a me. E con questa vorrei chiudere il post:

Ci sono differenze tra la vendita di eBook e di libri cartacei?

Alla domanda, Luca Taglialatela ha risposto così:

“Di fatto, come tutti sapranno, la differenza sostanziale e, direi, unica è l’aliquota Iva applicabile. Gli eBook scontano l’aliquota piena del 21% oggi in vigore, mentre i libri cartacei – tramite un sistema in gergo detto monofase – scontano un’aliquota ben più ridotta: il 4%”.

Per le restanti informazioni ti rimando alla guida (anche perché qui sarebbe impossibile riportare tutto il testo senza renderne impossibile la lettura). Spero, però, che quanto riportato, sia qui che nel post relativo alla tutela dal plagio, possa aver risolto già diversi tuoi dubbi.

Che ne dici?

3 Commenti “Self publishing e Diritti d’Autore: come gestire i propri redditi da scrittura

  1. mamma mia quanta roba c’è da sapere ehehehe diciamo che avendo un reddito come lavoratore basterebbe aggiungere il guadagnato dal web per chi ha 730 sia per chi ha mod unico (io ho sempre avuto modello unico avendo atto lavori che non superavano gli 8 mial euro annui). Piuttosto che al pagamento stesso, per il quale ogni sito self-publishing mi pare abbia la sua formula, servirebbe sapere se col pgamento rilasciano una ricevuta stampabile che puoi allegare o un resoconto dal quale copiare in dichiarazione la somma esatta guadagnata (penso di si, ovviamente: ma mi riservo di leggere se l’hai fatta una guida dettagliata su ogni sito selfpublishing suggerito e sulle modalità di pagamento che prevedono)…Ok, scusa la divagazione e grazie ancora :)

  2. se tutti i siti rilasciassero gia il CUD sarebbe meglio ehehehehe; a parte la battuta, nel caso uno scriva un libro e lo autopubblichi e in quell’anno fiscale non abbia lavorato ma solo guadagnato con le vendite, sempre al di sotto degli 8 mila euro annui, dovrebbe arrangiarsi da solo per farsi il CUD? (generalmente quando lavoro e guadagno meno di 8 mla euro annui il CUD me lo rilascia direttamente il datore di lavoro, almeno finora è stato così)

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