Self publishing e personal branding: 3 trucchi per migliorare la tua immagine

self publishingNon mi stancherò mai di ripeterlo: per chi fa self publishing non è importante far conoscere il proprio libro, ma se stesso.

La tua immagine è ciò che ti permetterà di vendere di più. Quando ci avviciniamo al meraviglioso mondo del self publishing, siamo dei perfetti sconosciuti. E chi acquisterebbe mai il libro di uno sconosciuto?

Per questo dobbiamo farci conoscere e dobbiamo farlo bene. Dando un’immagine di noi che sia onesta, trasparente e affascinante. Se il lettore si affezionerà a noi, amerà anche i nostri libri (a meno che non scriviamo con i piedi, ma quello è un altro discorso).

Per aiutarti in un questo percorso di personal branding per il self publishing, ti darò, ora, 3 consigli che, spero, si riveleranno utili.

 

Sii originale

Molti, io compreso, sono convinti che il Web abbia creato un problema prima quasi inesistente: creare per primi. Internet, infatti, dà possibilità a tutti di creare qualcosa e tutto si gioca sui tempi.

Non penserai mica di essere l’unica persona al mondo ad avere quell’idea, no?

E questo, spesso, crea disagio e frustrazione. Perché, per motivi di lavoro, famiglia o salute, non sempre si può stare appiccicati al PC per pubblicare qualsiasi cosa geniale ci venga in mente. E, ancora, se anche fosse possibile, bisognerebbe far sapere al mondo, con una campagna di comunicazione efficace, che quell’idea l’abbiamo avuta noi per primi. Non basta pubblicarla su un blog o un sito di self publishing.

Che ansia! Come rimediare, allora?

Per abbattere le barriere e i disagi di questa iperinformazione, il mio consiglio è quello di puntare sulla tua personalità e sulla tua esperienza di vita. Ognuno di noi è unico nel suo genere. E ognuno di noi ha da raccontare qualcosa di particolare. O qualcosa di già sentito, ma con uno stile originale e personale.

Questo farà sì che tu ti distingua dalla massa.

Credi davvero che le varie storie, i vari intrecci che leggi sui libri o guardi al cinema siano qualcosa di originale? Basta fare un po’ di ricerche o sforzarsi per accedere ai cassettini della proprio memoria per rendersi conto che qualcun altro, tempo prima, ha scritto la stessa cosa. Ma in modo diverso.

 

Fatti riconoscere

Farti riconoscere vuol dire dare un’immagine precisa di te. Distinguibile e unica. Qualcosa che emerga come un papavero rosso in un campo di carciofi.

L’importante è far sì che alla tua immagine siano associate sempre emozioni positive. Sforzati di regalare allegria, emozioni forti e freschezza anche quando non ne hai voglia. È questo uno dei compiti più ardui di chi lavora con l’arte e lo spettacolo.

Sai cos’è il “priming”?

È un effetto psicologico, usato spessissimo nel marketing, che si basa sulla prima impressione. Mi spiego meglio. Entri in un negozio di fiori e subito vieni avvolto da un piacevole profumo di rose. O in un panificio, e un fragrante odore di pane di stuzzica l’appetito. Oppure entri in un negozio di hi-tech e il tuo sguardo si perde tra mille monitor illuminati con colori avvolgenti. Ecco che sei catturato! Parte il sorriso. D’un tratto ti senti felice.

Devi replicare lo stesso effetto anche sul Web. E rendere la tua immagine unica.

Se ti dico Marilyn a cosa pensi? Alla gonna che si alza, giusto? E se dicessi Einstein? A lui che fa la linguaccia, vero? E Jerry Lewis, cosa ti ricorda? La sua faccia di gomma, corretto?

Sensualità, genio e follia, simpatia. Ognuno di questi personaggi viene ricordato per un particolare che l’ha reso unico. E tu?

 

Fai gruppo

Uno degli scopi principali del fare personal branding sul Web, anche per chi si affida al self publishing per pubblicare i propri libri, è quello di creare un gruppo di fan.

Un gruppo di amici e conoscenti con i quali condividere esperienze, scambiare opinioni, vivere emozioni, scrivere insieme e così via. I tuoi fan sono molto speciali, allora faglielo capire senza remore!

Per farlo puoi utilizzare il tuo blog, la tua newsletter, i tuoi account social. Come preferisci. Ma sono solo dei mezzi. L’importante è la tua capacità di relazionarti, il tuo saper coinvolgere gli altri. Non fare l’orso e non giocare a fare l’artista maledetto e riservato. Qui non paga.

In questo modo dai il via a un affascinante gioco a spirale dove interagire crea gruppo e dà un’immagine positiva di te che si ricorda e che, al contempo, fa sì che gli altri siano stimolati a interagire con te, aumentando l’interazione. E così via.

Ma agisci sempre col cuore. Non fingere. Non farlo solo perché te l’ho detto io o perché vuoi far fessi e contenti i tuoi fan. Oltre ad essere eticamente errato, ti porterà presto alla perdita di tutti i fan. Credimi.

Tu che ne pensi? Come ti comporti con i tuoi fan? Lascia qui sotto i tuoi commenti.

 

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Un Commento “Self publishing e personal branding: 3 trucchi per migliorare la tua immagine

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