10 domande sul self publishing: intervista a Bebookness

10 domande sul self publishing: intervista a Bebookness

 

Oggi ci buttiamo sul circuito internazionale e risponderà, alle mie domande, Enric Sagrera, fondatore di Bebookness, un aggregatore di eBooks in lingua spagnola.

Vediamo, dunque, com’è la realtà dell’autopubblicazione e della vendita di eBook fuori dal nostro contesto nazionale.

Buona lettura!

 

Come e quando avete pensato di lanciarvi nel campo del self publishing?

L’idea nacque qualche anno fa perché ci rendemmo conto che il mercato soffriva una carenza. C’erano molti dispositivi di lettura elettronica, e pochi libri pubblicati. Pensammo che il problema non era la scarsità di libri, e che in realtà quello che mancava erano i canali per mettere in contatto gli autori che volessero pubblicare e i negozi online.

 

Cos’è per voi il self publishing in poche parole?

In una: democrazia. Pubblicare un libro deve essere accessibile a tutti. Lasciate che sia il pubblico chi decide se una cosa è buona e merita di essere letta, o se invece, si deve ripensare come scrivere, il tema, ecc. Non vogliamo essere un filtro per i nostri clienti, ma un trampolino di lancio per realizzare il loro sogno.

 

Perché un autore dovrebbe scegliere voi fra migliaia di servizi?

Siamo un’azienda che scommette sull’innovazione. Il nostro compito principale è quello di pubblicare, ma anche quello di prestare attenzione al cliente. I servizi editoriali in tutti i principali negozi online del mondo vanno di pari passo con una assistenza personalizzata e tempestiva. E un altro fattore molto importante: noi non tratteniamo commissioni o percentuali. Abbiamo fissato un prezzo per la pubblicazione di un libro e che l’autore venda una o 10.000 copie, non chiederemo percentuali. Tutto quello che un autore guadagna vendendo il suo lavoro è suo. Inoltre, come ebook agregator pubblichiamo direttamente in negozi, a differenza di altri servizi che usano aggregatori per pubblicare.

 

Molti dicono che il self publishing è editoria a pagamento. Volete rispondere?

Beh, bisogna vedere chi lo dice. Autopubblicare un libro e pagare un servizio non significa che il libro in questione non sia buono. Il mondo dell’editoria è un mondo intrappolato nel passato, spesso lento in tempi e procedure, per non parlare delle condizioni che comporta la pubblicazione di un libro sotto la bandiera di un editore. Noi offriamo un servizio veloce, completamente privo di condizioni (è possibile disdire in qualsiasi momento il tuo libro), e inoltre c’è da considerare una cosa. Noi chiediamo che l’autore paghi prima di pubblicare, mentre l’editore trattiene una percentuale sulle vendite. Dove sta la differenza? I due metodi, alla fine dei conti, sono a pagamento.

 

C’è davvero un problema di qualità nelle opere autopubblicate? E secondo voi, come potrebbe essere risolto?

Il problema di qualità esiste ovunque. Più che la qualità, bisogna parlare di gusto. Un libro che passa attraverso un editore è stato filtrato dai criteri di una persona. Forse, se il filtro fosse stato un’altra persona, o se il libro fosse stato autopubblicato, ci troveremmo per le mani qualcosa di completamente diverso. La qualità è un concetto relativo, ognuno deve essere in grado di trovare ciò che desidera e questo è possibile se si aumentano le possibilità di pubblicare. Inoltre, quanti libri di pessima qualità vengono pubblicati dalle case editrici solo perché scritti da autori famosi? A volte le case editrici pubblicano lavori pessimi a qualsiasi prezzo pur di vendere.

 

Il futuro del self publishing, lo vedete più immerso nella tecnologia (enhanced book e altro), o nella sperimentazione narrativa (libri interattivi, storie di 140 caratteri e così via)?

Le due cose si complementano a vicenda. Credo che bisogni creare il prodotto giusto per il giusto tipo di pubblico. Probabilmente una biografia di un cantante sarebbe un libro perfetto arricchito, ma se si trova una buona formula, un genere ‘vecchio’ come la biografia potrebbe prestarsi a esperimenti narrativi. Inoltre, penso che in un futuro non troppo lontano quasi ogni libro verrà arricchito, è la naturale evoluzione che porta la tecnologia.

 

Rispetto al resto del mondo, come è posizionata la Spagna, secondo i vostri dati, riguardo l’acquisto di libri autopubblicati ed eBook?

Più o meno come il resto dell’Europa Mediterranea. L’Inghilterra ci batte a livello di consumo di ebook, probabilmente perché ci batte anche a livello di numero di lettori. I dati dicono che il formato ebook, per alcuni tipi di libri, come i tascabili, sarà una scommessa vincente. In termini di pubblicazione, è più facile e meno costoso pubblicare un ebook che un libro stampato. È commercializzato meglio e anche meglio promosso.

 

Dalla vostra esperienza, quali caratteristiche deve avere un libro per vendere di più? E quante copie possono essere vendute, in media, ogni anno, se si lavora bene?

Per quello che ci riguarda, non dipende tanto delle caratteristiche di un libro, ma dal lavoro di promozione svolto durante la scrittura (ad esempio la creazione di aspettative in un blog o una pagina di Facebook) e soprattutto dopo. Mantenere viva l’attenzione è un compito che molti autori trascurano, ed è la chiave per un libro di successo. Il numero di copie all’anno dipende solo da questo. Abbiamo autori che hanno venduto un libro in un anno, e altri che vendono 10.000 unità.

 

Se doveste fare una piccola lista delle strategie di autopromozione, quali consigliereste?

Un blog, ma di certo è quello che richiede più lavoro. Una pagina Facebook, ma soprattutto, in entrambi i casi, ciò che conta non è il mezzo, ma l’attività che si svolge. Commentare, condividere, spingere il pubblico a fare domande in modo tale che, a sua volta, commenta e condivida. Questa è la chiave. Aiutiamo i nostri autori fornendo loro una scheda del libro che pubblicano, dove compare la copertina, sinossi, biografia dell’autore e link a tutti i negozi dove comprare il libro. E la condivisione di questa scheda si traduce sempre in un aumento delle vendite. E inoltre, non bisogna dimenticare il prezzo. Il modo migliore per vendere un ebook di certo è non esagerare con il prezzo,

 

Infine, indiscrezioni da dietro le quinte: novità e progetti in arrivo?

Per cominciare su Sant Jordi, il festival catalano di libri e rose. Si tratta di un evento fondamentale nella scena letteraria catalana e noi creeremo il primo stand dedicato esclusivamente al mondo digitale. Avremo sorprese per gli autori e il pubblico, e ci servirà per testare una serie di prodotti che vorremmo offrire ai nostri autori. Siamo inoltre in procinto di inserire altri servizi nel nostro arsenale. Stiamo scommettendo sul coaching per autori, garantendo a chi lo chiede, dei dossier di valutazione del proprio libro o dei consigli per andare avanti nella stesura di un testo. Questo supporto sarà fornito da professionisti.

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