10 domande sul self publishing: intervista a Fairbooks

10 domande sul self publishing: intervista a Fairbooks

Oggi ti presento un nuovo progetto di lettura in streaming. Così, ecco Fairbooks.

Buona lettura!

 

Come e quando avete pensato di mettervi sul mercato del self publishing?

Il tutto risale a fine 2013: il nostro presidente doveva pubblicare un suo libro in self publishing e così ha iniziato a guardarsi attorno e informarsi sulle dinamiche di questo settore. L’esito di queste indagini ha portato a evidenziare l’assenza di un servizio di tipo Freemium a differenza degli altri settori.

 

Cos’è, per voi, il self publishing, in poche parole?

Per noi, il self publishing è una grande opportunità per ogni scrittore. Crediamo che sia il futuro di questo settore in quanto permette di confrontarsi con il mercato in maniera nel contempo meritocratica e democratica. Senza le major a decidere il prossimo Best Seller o il prossimo “Autore” con la A maiuscola, rimane ai lettori la possibilità di renderli tali.

 

Perché un autore emergente dovrebbe scegliere proprio voi, tra mille servizi?

Offriamo un servizio a tutto tondo che dovrebbe garantirgli di massimizzare i guadagni azzerando le spese. Pubblicare sulla piattaforma è gratuito e anche l’accesso alle opere è gratuito: per questo motivo i nostri lettori sono maggiormente incoraggiati a “provare” qualche nuovo libro o qualche nuovo autore. Oltre a questo, l’autore può ricevere dalla community suggerimenti e correzioni che possono aiutarlo a migliorare la propria opera. E se dovesse aver bisogno di servizi editoriali (correzione bozze, traduzione, grafica, promozione etc) potrà trovare nel nostro Marketplace la persona adatta per le sue esigenze. Oltre a questo, non domandiamo l’esclusiva.

 

Molti dicono che il self publishing sia come l’editoria a pagamento. Volete rispondere?

No comment.

 

Esiste davvero un problema di qualità delle opere nel mondo del self publishing? Se sì, come risolverlo, secondo voi?

Il problema esiste e, spesso, tiene lontane le persone dal mondo dei libri autoprodotti. Nel nostro caso abbiamo un sistema di valutazione che permette al lettore di analizzare diversi aspetti dell’opera, dando al resto della community questo valore aggiunto. Oltre a questo un sistema di classifiche permetterà di accedere alle opere più votate o comunque più lette. A differenza di altre realtà, la valutazione di un’opera si basa anche sull’effettiva lettura della stessa: sarà quindi più difficile “comperare” valutazioni da altri utenti.
La funzionalità di Marketplace di competenze editoriali interne alla piattaforma farà sì che l’utente possa decidere di “investire” sulla propria opera e colmare quelle lacune che possono lasciare interdetto un autore abituato a produzioni professionali.

 

Il futuro del self publishing, lo vedete più immerso nella tecnologia (enhanced book e altro), o nella sperimentazione narrativa (libri interattivi, storie di 140 caratteri e così via)?

La scrittura è prima di tutto un’espressione artistica, indipendentemente dalla forma. Crediamo che tutte le evoluzioni tecnologiche che possano “cambiarla” altro non siano che diversi “pennelli” a disposizione dello stesso pittore. Nel futuro prossimo intendiamo estendere la nostra piattaforma a quelli che sono i Libri Game (testi con scelte dell’utente) e AudioBooks. Per il resto si vedrà: stiamo pensando anche a integrazioni con servizi di terzi che possano fornirci le giuste colonne sonore in base al mood dello scritto.

 

Rispetto al resto del mondo, come è posizionata l’Italia, secondo i vostri dati, riguardo l’acquisto di libri autopubblicati ed eBook?

L’Italia è un paese famoso per aver tantissimi scrittori e pochi lettori… Dai nostri dati risulta che sono quei pochi che riescono a creare un “caso editoriale” e a far sentire la propria voce.

 

Dalla vostra esperienza, quali caratteristiche deve avere un libro per vendere di più? E quante copie possono essere vendute, in media, ogni anno, se si lavora bene?

Dalla nostra esperienza dipende completamente dal lettore che ci si trova davanti: ce ne sono alcuni che non iniziano un libro se non è almeno una trilogia di migliaia di pagine, altri che si ritrovano maggiormente con opere di “piccolo taglio”, per cambiare spesso. Statisticamente la “media lunghezza” è la più premiata: un romanzo tra le 200 e le 300 cartelle viene letto maggiormente rispetto ad uno più lungo o più corto. Si consideri inoltre che nella nostra piattaforma “non hanno un prezzo”. Per questo motivo la gente tende meno a fare quel rapporto tra lunghezza e costo.

 

Se doveste fare una piccola lista degli eventi italiani (online e offline) dedicati ai libri, cui un autore che si autopubblica con voi potrebbe partecipare ogni anno, quali consigliereste?

No comment.

 

Infine, indiscrezioni da dietro le quinte: novità e progetti in arrivo?

Stiamo lavorando principalmente su due temi: Libri Game e Correzioni Social, l’uno per offrire un servizio nuovo e di nicchia, l’altro per migliorare le opere presenti sulla piattaforma, rimuovendo quei piccoli refusi che minano la qualità delle opere in self!

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