Come farsi trovare su Google?
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Come farsi trovare su Google?

Avere un blog va bene, ma come farsi trovare su Google? Come ho detto più volte, su questo sito, oltreché fare le cose fatte bene, è importante anche far sapere che esistiamo e siamo dei veri professionisti.

Altrimenti come potremmo vendere i nostri testi e vivere di scrittura?

Per come la vedo io, avere un blog è di fondamentale importanza. Se ti affidi solo ai social network, devi prendere coscienza del fatto che sei “a casa” di qualcun altro, e prima o poi quella casa può chiudere (come già accaduto per Google+, tanto per fare un esempio).

E tutto il tuo pubblico? Finito nel nulla, svanito nell’etere del Web.

Allora devi avere un blog, una tua “casa”, dove ospitare i tuoi lettori e invogliarli a tornare, magari facendoli anche iscrivere alla tua newsletter, per mantenere dei rapporti diretti e costanti basati su fiducia e rispetto.

Ecco perché anche tantissime grandi aziende fanno leva sul blog.

Vediamo, allora, come fare in modo che il tuo blog venga trovato e diventi visibile sui motori di ricerca: parleremo di Search Engine Optimization (SEO). Non pretendo di essere esaustivo, l’argomento è molto vasto, ma ti fornirò tutte le informazioni principali.

 

Come farsi notare su Google e perché

Ci sono mille modi per farsi trovare in Rete, molti sono a pagamento (come le pubblicità sui social, o su Google), ma altre sono perlopiù gratuite, se sai cosa fare. Tra queste ci sono la SEO e il content marketing, di cui parlerò in un altro articolo.

Io credo che la SEO sia molto più importante del social media marketing e ti spiego subito il perché.

Sui social spesso veniamo trovati grazie al newsfeed della nostra home page. Quindi la persona sta guardando mille notizie e tra queste ci sono le tue. Magari sta scrollando il dito sullo smartphone svogliatamente, pensando ad altro. Chissà.

Con una buona SEO, invece, facciamo in modo che i nostri articoli vengano posizionati sulla prima pagina di Google per determinate parole chiave. Questo vuol dire che la persona, quando ti trova, sta cercando proprio quello di cui ha bisogno. Stai risolvendo i suoi problemi, rispondendo alle sue domande, esaudendo i suoi desideri. Insomma: cerca proprio te e tu sei lì, quindi è il top del top!

Ecco perché credo molto nella SEO, ma proprio perché è così importante, come tutte le cose importanti di questo mondo, serve fatica e pazienza, per fare le cose fatte bene. Bisogna lavorare su più fronti. E ora te li mostrerò.

 

Come inserire il tuo sito su Google con le frasi chiave

Come prima cosa, devi individuare le frasi chiave per cui vuoi che il tuo blog venga trovato. Più la frase è specifica più la concorrenza sarà bassa e la soddisfazione del lettore maggiore, perché entrerai nello specifico al massimo livello.

Parlo di quella che viene definita “teoria della coda lunga”, ovvero quella porzione di mercato in cui non si punta al generico, ma a mille sottonicchie molto specifiche che garantiscono pubblico e guadagno molto più facilmente del mercato generalista (a meno che tu non sia J.K. Rowling o Stephen King).

Mettiamo che tu abbia pubblicato un libro di cucina e che tu voglia scrivere un articolo di approfondimento su come cucinare l’uovo sodo, per fare pubblicità al tuo libro.

Per prima cosa, vai su Google e digita “come cucinare uov” nella casella di ricerca.

Vedrai che Google Suggest ti suggerirà alcune frasi di ricerca: sono quelle più ricercate dagli utenti sul Web. Troverai alcune frasi come:

  • Come cucinare uova sode
  • Come cucinare uova
  • Come cucinare uova strapazzate
  • Come cucinare uova in camicia
  • E così via…

D’istinto vorresti scrivere un articolo per ognuna di quelle frasi, ed è corretto. Ma se sei all’inizio, potrebbe essere uno spreco di tempo. Perché? Perché la concorrenza potrebbe essere insuperabile, siti che sono lì da anni e sono molto forti. Quindi, non arriveresti mai in prima (e forse nemmeno in seconda) pagina. Quindi, come si usa dire: non esisteresti.

Capisci bene che, oltre a cercare una frase chiave molto ricercata, devi anche capire quanto sia conveniente puntarci su e investirci tempo. Per fare questo tipo di analisi puoi utilizzare due tools:

Questi strumenti ti permetteranno di effettuare tutte le analisi che vuoi. Ubersuggest è più completo, mentre lo strumento di Google è più utile a chi vuole pianificare campagne a pagamento e va interpretato, se vuoi fare SEO e non pubblicità.

Con questi strumenti potrai studiare la concorrenza, visionare le ricerche mensili per quella frase e altro ancora, così da capire se davvero conviene lavorarci su.

 

Come apparire su Google con il SEO copywriting

Nella nostra scuola di scrittura online ho inserito una lezione specifica sulla SEO, con videolezioni esplicative, proprio perché le cose vanno fatte per bene.

Uno di questi video è dedicato al cosiddetto SEO copywriting, ovvero la scrittura di testi ottimizzati per piacere sia ai lettori che a Google.

Si tratta di un lavoro complesso, all’inizio, perché richiede mille accortezze. Ma poi diviene automatico.

La tendenza di Google è sempre più quella di sviluppare algoritmi per l’indicizzazione dei siti che prendano in considerazione il valore che un articolo offre al proprio pubblico. Se anni fa bastava posizionare delle paroline chiave qui e là, nel sito, per farlo indicizzare, oggi per fortuna non è più così.

Quindi, come prima cosa devi scrivere articoli di alto valore.

Mi dirai: ma se io scrivo libri, di cosa dovrò mai parlare?

Domanda legittima, dài un’occhiata al mio sito www.robertotartaglia.com. Lì pubblicizzo la mia attività di autore di thriller e i miei articoli parlano proprio del mondo thriller a 360 gradi. Puoi trovare la lista dei migliori libri thriller, oppure la lista delle migliori serie TV, o dei migliori libri per ragazzi carichi di mistero e così via.

Gli articoli del tuo blog servono per attirare l’attenzione del pubblico e dei potenziali lettori. Devi far capire che, in quella specifica materia, tu sei un punto di riferimento. Quindi, gli articoli devono essere di alta qualità, come dicevo, e non devono essere spot pubblicitari.

In più, i tuoi testi devono avere alcune accortezze “tecniche”, per piacere anche alla parte più “informatica” degli algoritmi di Google. Accortezze che sembra siano ancora utili. Eccole:

  • L’articolo deve avere un solo titolo principale (H1, nel linguaggio HTML), in cui c’è la tua frase di riferimento
  • Fai in modo che la frase chiave compaia anche nella prima riga dell’articolo, magari in grassetto (in modo sensato)
  • Inserisci anche dei titoli minori (H2), nei quali userai, sempre in modo sensato, la frase chiave o parole semanticamente correlate
  • Sempre in modo sensato, utilizza la frase chiave e i suoi collegamenti semantici all’interno dell’articolo. Questo dovrebbe venire da sé, se stai scrivendo su un argomento specifico e lo stai facendo bene.
  • Inserisci una metadescription che riassuma l’articolo in una o due frasi e in cui compaia anche la frase chiave. Se usi un blog sviluppato in WordPress, ci sono spazzi appositi per inserire la metadescription (ti consiglio di installare Yoast SEO, un plugin per WordPress davvero utile, te ne parlerò tra poco). La metadescription è quella che vedi in Google sotto il titolo, quando ti compare un articolo nella pagina di ricerca.
  • Inserisci nell’articolo un’immagine non troppo pesante (altrimenti la pagina si caricherà lentamente) e che abbia come titolo e descrizione la frase chiave.

Ciò che va per la maggiore, adesso, dopo i nuovi aggiornamenti degli algoritmi di Google, è la cosiddetta SEO semantica. Ma te ne parlerò in un articolo ad hoc, perché lo merita.

Per ora ricorda quanto detto e che un articolo che il pubblico possa ritenere valido sembra sia compreso tra le 500 e le 2.000 parole.

La frase chiave di questo articolo che stai leggendo è “Come farsi trovare su Google”. Piccolo esercizio: individua tutte le sezioni che ti ho appena descritto.

 

Aumenta la visibilità su Google con titoli ad hoc

Alcuni studi sembrano mostrare una maggiore propensione degli utenti per titoli di articoli che riportano specifiche caratteristiche. Eh sì, perché va bene scrivere un buon articolo, ma poi ci devono cliccare su.

Vediamo alcune strategie per aumentare il numero di click, il cosiddetto “Click Through Rate” (CTR).

  • Usa titoli lunghi dai 15 ai 40 caratteri (questo articolo ha un titolo con 27 caratteri, per capirci)
  • Nel titolo utilizza il punto di domanda, è più coinvolgente
  • Fai in modo che il titolo (e l’indirizzo dell’articolo) corrisponda esattamente alla frase di ricerca, dà il senso che sia perfetto per le proprie esigenze (e poi deve esserlo davvero…)
  • Se puoi, utilizza parole che abbiamo un forte impatto emotivo, o stimolino curiosità. Io non le utilizzo spesso perché è una strategia che non amo molto, ma sembra che funzioni. Parole come: fantastico, stupendo, semplice, stupefacente, incredibile, emozionante…
  • Se ha senso, utilizza un anno di riferimento: “le migliori ricette per uova del 2020”
  • Titoli che hanno a che fare con l’educazione sono ottimi

Se invece vuoi aumentare il CTR degli articoli che hai già scritto, vai sullo strumento Google Search Console, collega i tuoi siti allo strumento e attiva le spunte sulle funzionalità “Click”, “Impression” e “CTR” (attualmente nella voce di menu “Rendimento”). Avrai così il grafico e i numeri delle performance e potrai agire di conseguenza. Ottimizza le pagine che hanno performances sotto il 5% e dopo 30 giorni controlla i risultati.

 

Aumenta la visibilità su Google con il link earning

Con il nome “link earning” si intendono quelle attività che ci permettono di portare link in entrata ai nostri articoli. Mi spiego meglio.

Google reputa più valide le pagine di un sito (e il sito stesso) che hanno molti link in entrata da altri siti, purché siano siti autorevoli e siano articoli pertinenti con il nostro, quelli che ci linkano.

Una volta bastava fare il cosiddetto scambio link, io metto un link al tuo sito sul mio e tu fai lo stesso. Magari si inserivano link della barra laterale del sito (sidebar), nella parte bassa (footer), o addirittura nascosti. Anche in questo caso, per fortuna oggi non è più così.

Quindi, per rafforzare il juice “il succo”, la credibilità del nostro sito agli occhi di Google, dobbiamo ricevere link in entrata da siti autorevoli. Questi siti, in sostanza, scriveranno degli articoli in cui inseriranno, come approfondimento, uno o più link ai nostri articoli. Il tutto sempre in modo naturale e sensato. In questo modo ci trasferiranno il loro “juice”, appunto, ci daranno un po’ della loro forza e credibilità (senza perderla loro, ovviamente).

Questo è il concetto semplificato e in grandi linee. Cosa interessa a te? Interessa ottenere questi link. Di modi ce ne sono vari, il migliore è che i siti ti notino, apprezzino e facciano tutto da soli. Ma puoi farlo anche in modo attivo, mettendo su una strategia di digital PR.

Quindi, attraverso i social, o via email, contatta le redazioni dei siti che hai individuato come “interessanti”, che hanno articoli nella prima pagina di Google e che trattano anche argomenti come i tuoi. Chiedi loro di scrivere un articolo sul loro sito e, in cambio, chiedi di inserire un link al tuo. Oppure chiedi se preferiscono scriverlo loro, l’articolo. Insomma: fai digital PR, purché i siti:

  • Siano autorevoli
  • Scrivano articoli di valore
  • Inseriscano link al tuo blog
  • Non siano in concorrenza con te

 

WordPress e i plugin giusti per farsi trovare su Google

Come ti accennavo, se utilizzi un sito realizzato in WordPress (e attualmente la maggior parte lo è) puoi usufruire di alcuni plugin gratuiti da installare sul sito per renderlo più sicuro, veloce e ottimizzato:

  • Yoast SEO. Te ne ho parlato prima, ha una serie di ottimizzazioni anche automatiche, per mettere il turbo SEO al tuo sito.
  • Google XML Sitemap. Ti permette di inviare periodicamente la mappa XML del tuo sito a Google e Bing, per tenerli sempre aggiornati.
  • Broken Link Checker. Per individuare I link che hai inserito negli articoli e che non funzionano più. Così eviti anche di fare figuracce.
  • Google Analytics by MonsterInsights. Collega il sito allo strumento Google Analytics, per tenere sempre sotto controllo la “salute” del tuo sito.
  • All In One WP Security & Firewall. Per mettere il sito in sicurezza. Controlla bene ogni parametro, prima di attivarlo, altrimenti puoi rischiare di mettere il sito offline temporaneamente (nulla di grave, basta che poi tu sappia come rimetterlo online, togliendo le spunte che hai messo).
  • Yet Another Related Posts Plugin (YARPP). Inserisce il famoso spazio “Leggi anche…” alla fine di un articolo, per trattenere il pubblico sul sito e fargli leggere altro. Il tasso di abbandono del sito (bounce rate) è uno dei parametri che Google utilizza per reputare il sito credibile e autorevole.
  • Seo Optimized Images. Per ottimizzare le immagini dei post (ne parlavo anche prima).
  • Smush. Per rendere le immagini più leggere e velocizzarne il caricamento.

Infine, quando scegli il tema grafico del tuo sito, scegline uno che sia ottimizzato SEO e che sia veloce, nel caricamento. La velocità del sito è fondamentale, per Google, quando ti “valuta”. Su Theme Forest puoi trovare ottimi temi per WordPress, a basso costo.

 

Conclusioni sul come farsi trovare su Google

E questo è più o meno tutto ciò che volevo dirti oggi. Spero che questo articolo ti sia stato utile.

Se vuoi approfondire gli studi e creare un tuo progetto personale, applicando queste ed altre tecniche (come la narrazione, il neuromarketing e così via) per realizzare i tuoi sogni, ti aspettiamo nella nostra scuola di scrittura online. ?

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