Come scrivere un buon libro: editing e correzione bozze

Come scrivere un buon libro: editing e correzione bozze

Scrivere un buon libro è un lavoro certosino, artigianale, un minestrone composto da molti elementi. Di questi, fondamentali sono l’editing e la correzione di bozze.

Ma di cosa si tratta? Quali sono le differenze? L’ho chiesto a Martina Galvani, la mia editor di fiducia. Donna in gamba, che ha conseguito una maturità classica e una laurea in Filosofia, col vecchio ordinamento, per poi diventare una professionista del settore, lavorando per case editrici e da freelance.

Nelle sue mani passano tutti i miei scritti, prima di essere pubblicati. Perché è fondamentale un lavoro di editing e correzione, prima di andare in stampa. Altrimenti si rischia di mettere sul mercato un testo scadente e allontanare da sé il pubblico, con un danno di immagine spesso irreparabile.

Ma, quelli di Martina, sono consigli utili anche per chi vuole trasformare la propria passione per la scrittura nel lavoro di editor, o correttore di bozze. Vediamo insieme di cosa si tratta, dunque.

 

Martina, parlaci un po’ di editing e correzione bozze, dài!

Editing e correzione di bozze sono due mansioni contigue, a volte intrecciate o sovrapposte, altre indipendenti l’una dall’altra. Il fatto di saper mettere mano a un testo, interpretare il pensiero e lo scrivere di un autore, intervenire in modo non invasivo per far emergere la cifra di chi scrive anziché appiattire lo stile di ognuno facendone un proprio clone, richiede una formazione solida e molta esperienza.

Non è possibile improvvisarsi professionisti dell’editing, prescindendo dai passi necessari sul piano culturale: l’ispirazione non basta. Il talento, nemmeno. Le basi non possono essere recuperate in corsa e gli anni spesi per portare a termine studi umanistici sono di sicuro un ottimo punto di partenza e un background davvero utile.

Padroneggiare ogni registro linguistico della propria madrelingua non è semplice come potrebbe sembrare, anzi, così come non lo è il capire se un testo “suoni”, proprio come una melodia, durante la lettura. La scorrevolezza deve essere tale che, sistemate le consecutio temporum, la punteggiatura, l’ortografia, le assonanze e le ripetizioni, leggendo il testo se ne ricavi l’impressione che non potrebbe essere scritto diversamente e non si avvertano stonature.

La scelta di ogni singolo termine deve essere precisa e mai casuale, sicché il lettore non debba in nessun caso essere costretto a rileggere una frase.

Il correttore, che può essere anche un editor ma non necessariamente, svolge il difficile compito di esaminare minuziosamente un testo per far sì che nessuna imprecisione sfugga, ma non è tenuto a prestare molta attenzione al contenuto.

Per esempio, se una data fosse inesatta l’editor la dovrebbe correggere, il correttore invece si preoccuperebbe soprattutto che fosse scritta, appunto, correttamente. L’utilizzo del tasto di correzione automatica, di cui si fa grande uso, è senz’altro di grande aiuto nella passata finale prima di consegnare il lavoro alla stampa (visto che un editor non si limita soltanto alla prima passata, proponendo le revisioni all’autore il quale si riserva di approvarle una per una) e per rilevare le spaziature, ma non può sostituire in alcun modo lo sguardo umano di un correttore.

Talune parole, infatti, non vengono rilevate come errori, essendo ortograficamente corrette, ma dal punto di vista grammaticale lo strumento non è di alcuna utilità.

Una “e” priva di accento, ad esempio, viene letta dal pc come congiunzione e, pertanto, non indicata come errore, mentre invece un correttore di bozze individuerebbe alla prima occhiata se fosse da accentare in quanto terza persona singolare del verbo essere al tempo presente, modo indicativo.

Stesso discorso per eventuali discordanze.

Dunque, vista l’insidiosità costituita dal terreno della parola scritta, mi sento di consigliare a chiunque si rivolga a un privato o a un’agenzia letteraria per richiedere un editing, di esigere il nominativo della persona incaricata di occuparsene e il relativo curriculum vitae, per appurarne la professionalità e controllarne le referenze, in modo tale da tutelare il proprio lavoro, esposto altrimenti a inutili saccheggi da parte dei numerosi incompetenti che si lanciano nel mercato approfittando del fatto che non esista un Albo professionale.

Stessa cosa per le tariffe (facilmente verificabili in internet) e i tempi di lavoro: revisionare un testo è un impegno meticoloso che richiede concentrazione. Chi pratica concorrenza sleale promettendo miracoli in pochi giorni o prezzi più bassi di quelli già bassi applicati dai professionisti, di solito millanta una professionalità che sa di non possedere.

1 Commenti

  • Jack Tenebra Posted 16 settembre 2014 12:56

    Anche io mi avvalgo della competenza della dottoressa Galvani per i miei romanzi, in tutta sincerità non credo si possa trovare editor migliore sul mercato. La competenza, professionalità e passione con le quali svolge l’editing non hanno prezzo.
    Complimenti per l’articolo Roberto e sentiti ringraziamenti alla dottoressa Galvani per il suo encomiabile operato. J.T.

Aggiungi il tuo commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnata da *