Come scrivere un libro?

Come scrivere un libro?

Oggi ti parlerò di come scrivere un libro. Si tratta di un lavoro duro e lungo. Quando si dice “l’ultima fatica dello scrittore taldeitali”, la parola “fatica” è la migliore che si possa utilizzare.

Per noi che amiamo scrivere, farlo è certamente un piacere, ma richiede anche sforzo, sacrificio e dedizione.

Vediamo tutto, passo passo.

 

Prima di scrivere devi leggere e studiare

Molti pensano che scrivere sia tutta questione di passione, che nasca dal cuore. Sì, la spinta nasce da lì, ma non basta. Anche la voglia di diventare un chirurgo nasce dal cuore. O di fare il musicista. Ma né al chirurgo né al musicista verrebbe in mente di incidere il corpo di una persona o salire su un palco senza un’adeguata preparazione.

Allora perché si continua a credere che per scrivere non serva studiare? Studiare e leggere moltissimo sono i passi fondamentali per diventare bravi scrittori, dei veri professionisti.

Nella pagina dedicata all’Accademia del Self Publishing, infatti, l’ho scritto chiaramente, e l’ho ripetuto anche sul sito dell’Accademia: “Per accedere all’Accademia, dunque, non ti servirà alcuna preparazione di base, se non una buona conoscenza della lingua italiana e la propensione a leggere molto. Non si può essere bravi scrittori se non si è prima grandi lettori.”

 

Che tipo di libro vuoi scrivere?

Fatta questa doverosa premessa, passiamo alla cuore dell’articolo.

Prima di tutto, devi avere bene in mente il tipo di libro che vuoi scrivere. Si parte sempre da un’idea che ci fa battere il cuore. Ma come tradurla, poi, su carta?

L’idea potrebbe dar vita a:

  • un manuale tecnico
  • un romanzo
  • un racconto
  • una raccolta di racconti
  • una fiaba
  • un’indagine giornalistica
  • una serie di capitoli o articoli da pubblicare online e poi riversare in un libro

Insomma, le vie sono quasi infinite. Quindi, come primo passo devi capire in che modo tradurre le idee che hai in testa. Ogni tipologia di libro ha le sue tecniche di scrittura e un pubblico ben preciso. Rifletti con calma. Non ti corre dietro nessuno.

Il grande Jeffery Deaver ha detto che lui impiega circa 6 mesi per ideare il libro e solo 2 per scriverlo.

 

Scegli il tuo pubblico

Il pubblico di riferimento è fondamentale, quando si intraprende questa carriera. Va studiato per bene e spesso è un lavoro più facile del previsto. Perché? Perché il pubblico di riferimento fa parte della tua stessa nicchia di mercato. Spesso (se non sempre) si scrivono libri che si amano leggere e, quindi, il tuo pubblico sarà composto da lettori che amano il tuo stesso genere.

Se ami i romanzi rosa, probabilmente scriverai romanzi rosa e il tuo pubblico di riferimento sarà chi, come te, ama i romanzi rosa. Quindi sai già dove trovare lettori, sai come pensano, cosa si aspettano e come stupirli.

Definire il pubblico di riferimento è di fondamentale importanza, specie all’inizio, specie nel mondo di oggi. Viviamo in mondo altamente competitivo, con il mercato pieno di concorrenti. Continuare a “sparare nel mucchio”, come si faceva una volta, dunque, non ha senso. Ora si vive di nicchie di mercato.

Chris Anderson, in un articolo dell’ottobre 2004 pubblicato su Wired Magazine, parlò per la prima volta del concetto di “coda lunga”. Di cosa si tratta? Immagina un grafico a forma dinosauro bipede, il tronco del bestione rappresenta il mercato generalista, mentre la sua lunga coda rappresenta l’insieme delle mini nicchie di mercato. Ecco, è su queste mini nicchie che devi puntare. Anche perché è lì che c’è il maggior traffico, per assurdo.

Può accadere, però, che dopo aver scritto numerosi libri dello stesso genere, ci si trovi dinanzi all’esigenza o alla voglia di cambiare genere. Lo ha fatto Stephen King, ad esempio, o Wulf Dorn, recentemente. Il cambio comporta sempre dei rischi, il pubblico può storcere il naso perché è abituato a un certo tipo di libri e si aspetta quello, da te.

In questo caso è bene preannunciare il cambio e, magari, utilizzare i social network e le newsletter per chiedere il parere dei tuoi fan. Rendili partecipi e parte integrante del tuo nuovo progetto.

 

Scrivi libri originali

Come ti dicevo prima, devi puntare a nicchie di mercato e farti spazio tra la folla di concorrenti. Come puoi riuscirci? Semplice: con l’originalità!

Se ami scrivere romanzi rosa, ma la concorrenza è alta, definisci meglio il tuo “taglio editoriale”. Puoi pensare a romanzi rosa ambientati nell’800. O a romanzi rosa futuristici. A romanzi rosa che trattano il tema dell’omosessualità. E così via.

In questo modo definirai ancor meglio il tuo pubblico e non farai riferimento solo alla nicchia di chi ama i romanzi rosa, ma anche a quella di chi ama i romanzi rosa di un certo tipo. Il tuo pubblico si amplierà e, contemporaneamente, tu ti differenzierai dai concorrenti.

Essere originali, però, non vuol dire essere ridicoli. Mantieni sempre la professionalità e lo stile!

 

Scegli il tuo metodo per scrivere un libro

Ognuno ha i suoi metodi, per scrivere un libro. Qual è, il tuo?

C’è chi ama partire dal finale, chi pianifica ogni minimo dettaglio, chi scrive capitolo per capitolo vivendo la storia insieme ai protagonisti e così via.

Trova il tuo metodo (o i tuoi metodi, nessuno ti vieta di cambiarli e alternarli), in questo modo ti sarà più semplice lavorare e scrivere un nuovo libro non sembrerà una montagna impossibile da scalare.

Il metodo è dettato dal tuo carattere, del tuo approccio alla vita. Sei una persona estremamente razionale e metodica, oppure emotiva e impulsiva? Ami pianificare, o vivere l’avventura? Ti piace scrivere in solitudine, oppure in mezzo alla gente?

Nessuno ha mai detto che per scrivere un libro bisogna chiudersi in casa, nel silenzio e nella solitudine. C’è chi preferisce andare in un bar affollato, studiare le persone che ha intorno e tradurle in personaggi. Chi preferisce andare al mare o in montagna, immergersi nella natura. Chi fa sport e porta con sé un registratore su cui incide i pensieri che poi tradurrà in pagine di parole e così via.

Non ci sono regole di metodo, viva la libertà!

 

Come scrivere un libro bestseller

In realtà, vuoi scrivere un bestseller, oppure un longseller? Io preferisco i longseller.

Il bestseller vende molto in poco tempo. Il longseller vende molto in molto tempo. Il longseller, dunque, è garanzia che non si tratti solo della “moda del momento”, ma di un libro valido che continua ad appassionare il pubblico anche a distanza di tempo dalla sua pubblicazione.

Però la parola “bestseller” è più utilizzata.

Ad ogni modo, per scrivere un libro davvero valido, oltre a quanto detto su, occorre saper scrivere bene, saper utilizzare le figure retoriche e le strategie linguistiche giuste al punto giusto, rendere il testo musicale e così via. Si tratta di un lavoro raffinato. Il bravo scrittore sa come funziona la mente umana e vede margini di miglioramento là dove lo scrittore improvvisato vede solo parole.

E ritorno a quanto detto su, bisogna studiare, andare a scuola, per essere dei veri professionisti.

E poi bisogna raffinare il tutto con l’aiuto di professionisti esterni come editor e grafici per le copertine.

Ecco perché nell’Accademia del Self Publishing ho voluto creare un percorso di studi completo: tutto fa parte di un unico grande processo e ciascun tassello deve incastrarsi con gli altri, per dar vita al tuo capolavoro.

6 Commenti

  • Alessandro Posted 3 settembre 2017 11:54

    E’ vero, oggi per essere scrittori bisogna curare il proprio pubblico. In pratica, agire da casa editrice di se stessi.

    • Roberto P. Tartaglia Posted 3 settembre 2017 17:16

      Sì, Alessandro. Il lavoro dello scrittore, oggi, è passato dallo scrivere e basta al curare l’interno processo.
      Ci vuole più impegno, ma si ottengono anche molte più soddisfazioni! 🙂

  • Roberta Posted 4 settembre 2017 02:23

    Grazie per questo articolo . Ci sono degli ottimi spunti di riflessione

    • Roberto P. Tartaglia Posted 6 settembre 2017 07:38

      Grazie a te! 🙂

  • Angelo Incorvaia Posted 4 settembre 2017 18:18

    Ho scritto, fino ad oggi tre romanzi. Li ho fatti leggere ad alcuni miei amici e amiche e i giudizi sono stati unanimi e altamente positivi. Sono stati definiti bellissimi. Li ho inviati a diverse case editrici. Tutte hanno risposto che le trame e lo svolgimento dei fatti era coinvolgente, una mi ha inviato addirittura una copia del libro che sarebbe stato pubblicato. Ma tutte hanno risposto dicendo che per pubblicarli erano necessari € 1.400/1.800 con l’obbligo di comprare io, in qualità di autore, 300 copie. Per me assurda simile proposta. Tutte le case editrici hanno risposto, quindi le opere non sono da buttar via. Ma preferiscono pubblicare libri di personaggi famosi e dai contenuti miseri e stupidi. Dimenticavo, i romanzi sono stati letti da professori di italiano, filosofia, psicologia, ex modelle, avidi lettori di libri. Ciò mi ha confortato sulla bontà di quanto scritto, mentre le case editrici, da me, sono state definite avvoltoi. Buona serata

    • Roberto P. Tartaglia Posted 6 settembre 2017 07:40

      Ciao Angelo,
      quella delle case editrici a pagamento è un piaga.
      Purtroppo, sempre più spesso ci si imbatte in questi finti editori che fanno leva sulla voglia degli emergenti di veder pubblicate le loro opere.
      Io ti consiglio di puntare sul self publishing, ne rimarrai soddisfatto.
      Intanto, complimenti! 🙂

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