L’esperienza col self publishing di Andrea Loris Perazzoli

L’esperienza col self publishing di Andrea Loris Perazzoli

Mi presento, sono uno scribacchino in erba, mi occupo di scrittura, ma non di acculturata narrativa o poesia: io scrivo tutorial e documenti tecnici, scrivo quei papiri inutili di cui si scopre l’esistenza solo quando se ne ha bisogno, accorgendosi, ahimè, troppo tardi, della scarsa qualità e della pessima comprensibilità.

Ho un mio blog, da anni, che arricchisco di contenuti non sempre in modo costante. Nel 2013, assalito da non so da quale entusiasmo, ho deciso di intraprendere l’avventura di scrivere un libro su uno degli argomenti che tratto nel mio blog: Evernote.

Prima voleva essere un piccolo epub tratto da una serie di articoli pubblicati da dare gratuitamente, poi il progetto, come spesso mi capita, si è ingigantito fino a diventare un mega manuale che doveva affrontare il mare magnum di tutto il mondo Evernote, infine fortunatamente sono rinsavito optando per un manuale su una versione specifica del software, diciamo una sfida più abbordabile per essere un primo libro.
Dopo un anno passato a scrivere, riscrivere, correggere, realizzare immagini esplicative, ecc…, eccomi pronto con il mio prodotto.

 

Adesso che fare?

La prima Idea non era vendere bensì regalare il libro per fare “personal branding“, farmi pubblicità e costruire autorevolezza attraverso il libro.
Ho fatto leggere il libro ad alcuni possibili utenti e questi mi hanno spinto a cambiare idea, il lavoro aveva una qualità alta, era ottimo, sarebbe stato un insulto all’impegno e scorretto anche per un mercato che non ha bisogno di essere accoltellato alle spalle, il libro andava venduto.

Presa la decisione: lo vendiamo.

Ma come?

Ho studiato varie piattaforme, alcune avevano dei costi iniziali, altre erano complesse, altre ancora lucrano troppo sulle spalle degli scrittori. Quante copie potrei vendere, quale è il mio lettore, come raggiungerlo? La verità è che tutti i servizi, giustamente, hanno bisogno dei tuoi dati bancari per pagarti, ma io non avevo voglia di darglieli. Diciamo la verità, c’era un guazzabuglio cosmico nel cervello e, alla fine, ho optato per una soluzione “self made“.

Ho caricato, sull’hosting dove ho il blog, uno script, un programma, che riceve la notifica di pagamento da PayPal e in automatico scrive una mail a chi ha pagato con in allegato il libro, sia in versione epub che in versione PDF.

Il sistema funziona bene, specie se l’email indicata nel pagamento PayPal è corretta e non ha filtri strani in ingresso. Essendo un libro pieno di immagini, i due file sono oltre i 5MB, perciò qualche account di posta elettronica potrebbe rifiutare il messaggio, comunque, a parte rari casi, come ho detto funziona bene.

Ho individuato alcuni difetti:

  1. L’utente deve inviare soldi ad un conto PayPal sconosciuto.
  2. Un lettore a digiuno di informatica o decisamente pigro potrebbe trovare difficoltà con i file nell’email e preferire sistemi di uplod automatico come quelli offerti da Amazon e Google libri.

Come agevolare gli utenti meno avvezzi all’informatica?

Ho pensato che fornire la possibilità di comprare da Amazon o da Google che poi inviano il libro direttamente su Kindle e Tablet vari fosse una facilitazione, potesse essere un’opzione alternativa che facesse comodo a qualcuno. Carico il libro su Amazon e Google libri. In questo frangente faccio una serie di scoperte:

  1. Il numero di pagine non è per niente conforme, forse bisognerebbe utilizzare come parametro il numero di parole.
  2. L’ebook che avevo realizzato aveva degli errori e Google non permetteva di caricarlo, per fortuna che c’è questo tool per un’analisi approfondita.
  3. Amazon è chiaro sul discorso royalties, sai quanto ti arriva, poco ma certo. Google non si capisce, non ho trovato nulla, ma visto che non mi interessava la pecunia, sono andato avanti.
  4. Amazon lo si può legare a una carta di credito anche senza IBAN, questo significa per esempio dirigere i versamenti verso una carta prepagata Poste Pay. Google vuole un IBAN, perciò un conto vero e proprio.
  5. Alcune trattenute dei due servizi servono per pagare le tasse USA, ma c’è una procedura che permette di richiedere che questo non venga fatto, in quanto quelle tasse verranno pagate in Italia. Per le mie aspettative di vendita la procedura era fin troppo lunga e ho rinunciato.

Finalmente vedo il mio libro negli store. La sensazione è strana, ne ho già vendute direttamente alcune copie, eppure solo adesso mi sembra che il libro esista veramente. Lì, in mezzo agli altri prodotti, assurge a piena identità di libro (digitale, ma pur sempre un libro).

 

Lavoro da rifare

Mentre lottavo tra codice non conforme e dati bancari, succede quello che nel software è la norma (peccato per il momento poco opportuno), cambia la versione del software e con esso tutte le immagini del libro e alcune spiegazioni. Evito di pubblicizzare la mia presenza sugli store, l’unico messaggio che parte è verso i miei amici su Facebook.

Mentre procedo alla riscrittura del libro, navigo tra le opzioni dei due store, per capire meglio come funzionano, quali servizi aggiuntivi danno, quali opzioni poter sfruttare in futuro. Durante questa esplorazione scopro che una copia è stata venduta.

Incredibili questi negozi, tu metti lì il libro e lui fa il resto.

Ma quando avrò finito la nuova versione come faccio a fargliela avere? Avendo comprato da uno di questi store, per me è uno sconosciuto, non posso avere i suoi dati. A tutti quelli che compravano io scrivevo un mail di ringraziamento, una sorta di benvenuto che in questo caso non potevo fare.

 

Maledetta fu quell’unica vendita

Ero assorto nella ricerca di una soluzione per l’invio dell’aggiornamento di versione (che Amazon permette) e ancora dispiaciuto per non poter ringraziare personalmente il lettore, che tramite Google Alert (Servizio di Google che invia una mail giornaliera in cui elenca quali nuove pagina indicizzate corrispondono ad una ricerca definita dall’utente) scopro che è possibile scaricare gratis un libro su Evernote, il mio libro, da un sito di sharing illegale.

 

Mi aspettavo che sarebbe successo, non mi aspettavo così in fretta.

Come ho detto all’inizio non ero interessato al lato commerciale della vicenda; il mio era in parte un esperimento e in parte un modo per fare personal branding, mi dava fastidio però che alcuni utenti avessero pagato per avere qualcosa che qualcuno avrebbe potuto averlo gratis.

Non era per me che ero infastidito, il mio scopo l’ho raggiungo, in qualche modo, lo stesso, sia che vendo sia che non vendo. Ero infastidito per coloro che mi avevano dato fiducia ed avevano comprato.

Ovviamente mi guardo intorno per scoprire cosa si può fare, visto che a breve dovrò pubblicare la seconda versione.

Purtroppo non c’è molto, si possono tentare varie strade ma alla fine per quanto ci si sforzi non c’è modo di proteggere un opera, esiste sempre il modo per togliere le protezioni e copiarla liberamente.

Credo che l’unica protezione che si possa utilizzare è la cultura. Bisogna far capire a tutti, parlando e dichiarandolo apertamente, quanto sia sbagliata la pirateria, bisogna fare capire il lavoro e le persone che ci sono dietro a un libro, bisogna essere espliciti a condannare moralmente l’atto illegale.

 

Tirando le somme

Alla fine ho venduto meno di 20 ebook della prima versione, non un grande numero. Le opinioni di chi lo ha letto, di coloro che hanno pagato per leggerlo sono tutte molto, molto, e ci tengo a ripeterlo, molto positive e questa è la più grande ricompensa. Questa pubblicazione mi ha insegnato tante cose:

  1. Ho installato e iniziato a usare un sistema di mailing list per gestire le comunicazioni con chi aveva comprato il libro.
  2. Mi sono iscritto a Facebook per pubblicizzare il libro.
  3. Ho iniziato a studiare le pagine sia di Google+ che di Facebook.
  4. Migliorato il mio uso di Twitter.
  5. Messo a punto un workflow che mi aiuterà nella stesura dei prossimi libri.
  6. Ho ancora molte cose da imparare, specie nella fase indispensabile del marketing.

La seconda versione è pubblicata, una nuova avventura mi attende.

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