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Writing Coaching

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Cos’è, il coaching?

Tecnicamente, il coaching è un intervento non terapeutico che si sviluppa come conversazione tra il cliente e il coach. Mi spiego meglio.

Si tratta di una conversazione che permette al cliente di trovare, riconoscere e utilizzare le sue risorse, il meglio di sé, le sue potenzialità non ancora espresse, per raggiungere i suoi obiettivi di vita.

Ogni essere umano, infatti, ha in sé già tutte le risorse necessarie per raggiungere i propri obiettivi. E il coaching si basa proprio su questo.

Ecco perché il coach ascolta il cliente e stimola i suoi ragionamenti con domande mirate, senza alcun giudizio o pregiudizio, senza alcuna interpretazione e nella più totale trasparenza.

 

In pratica, come si svolge una sessione?

La sessione è un continuo susseguirsi di domande e risposte.

Il coach pone le cosiddette “domande potenti”, in grado di stimolare i ragionamenti del cliente, di portare la sua mente verso nuovo orizzonti.

Non si tratta, infatti, di classiche domande “tra amici”. Si tratta, al contrario, di domande mirate e studiate sul momento, in relazione a ciò che il cliente dice. Domande che mirano a superare i blocchi mentali, i pregiudizi, le paure, le insicurezze e le perplessità, per individuare soluzioni alle quali il cliente non aveva pensato.

Ma attenzione: il coach non dà consigli e non è un motivatore. In giro se ne leggono e sentono di tutti i colori, sulla nostra professione, ma si tratta di altro.

Il vero coach non si intromette nel pensiero del cliente, ma lo stimola e lascia che sia egli stesso a trovare la sua strada, le sue soluzioni.

 

Quindi, è questa la differenza tra writing coaching e consulenza?

Esattamente!

Mentre nella consulenza il cliente è alla ricerca di soluzioni tecniche, di conoscenza, di nuove nozioni da apprendere, nel coaching sa di possedere già tutto questo, ed è alla ricerca di strategie personali, di soluzioni a problemi specifici.

Ecco perché il coach non dà consigli. Sarebbe scorretto fornire delle proprie soluzioni, in questo àmbito. Si tratterebbe comunque di soluzioni del coach e non del cliente, soluzioni che potrebbero non essere adatte alle sue esigenze.

È giusto, dunque, che il cliente ragioni da sé e trovi la sua strada.

 

Mi puoi fare un esempio?

Ti faccio un esempio reale, di un reale cliente.

In realtà, all’inizio mi aveva chiesto una consulenza, per dirla tutta.

Collegandoci via Skype, però, dopo le prime battute, gli consiglio il coaching perché mi dice: «Ho promesso ai miei lettori di pubblicare un nuovo romanzo entro i prossimi 3 mesi, ma non trovo le idee giuste e non so da dove partire.»

Sarebbe stato scorretto, in un caso simile, fornire mie idee, giusto? Non sono lui. Ritenevo giusto che scrivesse in piena libertà, scegliendo idee che gli facessero battere il cuore.

Bene. Allora, l’unico modo per lavorare insieme era quello di modificare l’idea iniziale e passare a una sessione di writing coaching. Lo propongo e accetta.

A quel punto abbiamo iniziato a scavare nel profondo, sino a trovare quelle soluzioni che lui sapeva già di avere, ma che da solo non riusciva a trovare.

Se leggi bene, infatti, nelle sue parole c’è qualcosa di importante: mi ha detto “non trovo le idee giuste” e “non so da dove partire”. Nelle sue parole, dunque, era già insita la certezza che di idee ce ne fossero, da qualche parte, in lui, ma che non riuscisse a trovarle.

È stato mio compito, in questo caso, permettergli di affrontare un viaggio dentro se stesso alla ricerca di quelle soluzioni.

Ti riporto, solo a titolo di esempio, la trascrizione della prima parte della sessione, con la libertà di omettere alcune domande che hanno stimolato risposte troppo personali. Tuttavia, già da queste poche righe puoi farti un’idea di cosa voglia dire fare coaching.

 

Coach:  «Come posso aiutarti?»

Cliente: «Ho promesso ai miei lettori di pubblicare un nuovo romanzo entro i prossimi 3 mesi, ma non trovo le idee giuste e non so da dove partire.»

Coach:  «Ok, e io in cosa posso darti un supporto, secondo te?»

Cliente: «Nel trovare nuove idee.»

Coach:  «Bene, quante idee vorresti trovare, in quest’ora, per essere soddisfatto?»

Cliente: «Direi…almeno 3, o 4.»

Coach:  «Ok. Allora, se dovessi immaginarti tra 3 mesi, che tipo di idea ti piacerebbe aver trovato per dar vita la tuo nuovo romanzo?»

Cliente: «Wow, che domanda! Direi…una storia sui fenomeni migratori.»

 

Come vedi, già dopo quest’ultima domanda, la mente ha iniziato ad aprirsi. E ha dato conferma che in lui ci fosse già qualche idea.

Le domande del coach si adattano all’andamento della sessione e alle esigenze del cliente, che è sempre l’unico ad avere in mano le redini della sessione.

Ti assicuro che è un’esperienza davvero illuminante!

 

A cosa mi servirà, il coaching?

Il coaching ti permetterà di raggiungere un livello più elevato di performance, di apprendimento o di soddisfazione.

Riporto parte di quanto scritto sul sito della ICF Italia (International Coach Federation). In pratica, la Federazione dice che il coaching permette al cliente «di acquisire una maggiore capacità di produrre risultati e una grande fiducia nelle capacità che gli occorrono.»

 

A chi fa riferimento, questo servizio?

Questo servizio di coaching è dedicato a coloro che vogliono risolvere problemi specifici legati alla propria attività di scrittura e che non richiedano consulenze tecniche, come detto.

Si potrà utilizzare questo servizio, dunque, per:

  • migliorare le tue qualità
  • superare la crisi da pagina bianca
  • trovare idee sempre nuove e originali
  • pianificare meglio il lavoro e il tempo
  • individuare strategie e obiettivi futuri
  • individuare nuove strategie per accrescere le entrate

E molto altro ancora.

Questo servizio, dunque, si pone come una sintesi perfetta, disegnata su misura per chi scrive, dei servizi di Art Coaching, Career Coaching e Communication Coaching che puoi trovare sul mio sito di coaching Sereni & Felici.

 

Di cosa ho bisogno?

Il servizio può essere fruito in diversi modi.

Il migliore è certamente quello di effettuare sessioni dal vivo, magari in un luogo informale, all’aperto, se il meteo ci assiste: in un parco, sulla spiaggia, in un bar non affollato…

Se la distanza non lo permette, invece, si può anche utilizzare Skype, con microfono e, preferibilmente, telecamera (se non hai Skype puoi scaricarlo gratuitamente cliccando qui).

In ultima analisi, potremmo anche sentirci al telefono.

 

Chi sarà il mio coach?

Il tuo coach sarò io, Roberto Tartaglia, coach membro della ICF – International Coach Federation (ID: 009143831I).

Sono Master Practitioner in Programmazione Neuro Linguistica (PNL), con certificazione a firma di Richard Bandler, fondatore della PNL, e sono specializzato in comunicazione non verbale con certificazioni rilasciate dal Paul Ekmann Group. Sono anche un professionista del linguaggio, della scrittura e della comunicazione da oltre 10 anni.

In quanto membro della International Coach Federation (ICF), ogni mia sessione di coaching si svolge nel pieno rispetto del codice etico ICF, che ti invito a leggere cliccando qui.

 

Quanto dura, quanto costa e come pago?

Il coaching non si risolve in un’unica sessione. Il numero delle sessioni totali verrà definito nel corso del primo incontro conoscitivo.

Ogni sessione dura un’ora, a esclusione della prima sessione conoscitiva, che dura 30 minuti ed è del tutto gratuita e non vincolante.

Le successive sessioni costeranno 80 euro l’una.

Cliccando su “Acquista“, dunque, richiederai la prima sessione gratuita.

Per questo servizio, è possibile pagare con Paypal o bonifico bancario.

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