Pubblicare con Amazon, in self publishing?

Pubblicare con Amazon, in self publishing?

 

Perché non ho ancora pubblicato con Amazon? E ancora: conviene pubblicare in self publishing con Amazon? Queste sono due domande che mi sono state poste, in questi giorni, dopo che tanti colleghi giornalisti poco informati sul self publishing, hanno detto che al Premio Strega è stato candidato un libro autopubblicato con Amazon.

Iniziamo col dire che questo non è vero. Il libro di Riccardo Bruni (al quale faccio il mio in bocca al lupo) non è stato pubblicato in self publishing, ma da Amazon Publishing: un vero e proprio editore che, di tanto in tanto, sceglie i libri autopubblicati con Amazon Kindle Direct Publishing che vendono di più, proponendo un contratto editoriale. Peraltro, se così non fosse stato, il libro non sarebbe mai stato ammesso al Premio Strega.

Precisato ciò, torniamo alle nostre domande: conviene pubblicare con Amazon, in self publishing? E perché io non l’ho fatto? Iniziamo dalla prima.

 

 

CONVIENE PUBBLICARE CON AMAZON, IN SELF PUBLISHING?

Pubblicare con Amazon ha senso se ti interessa scalare le sue classifiche e se ti interessa avere un occhio di riguardo sul più grande canale di vendita online. E se non ti interessano gli altri canali, prime fra tutte le librerie fisiche. Sì, perché Amazon, come ovvio che sia, predilige i suoi canali di vendita.

Già, perché ormai è risaputo che Amazon tende a “spingere” in classifica i libri autopubblicati con il suo Kindle Direct Publishing. “Cosa? Mi stai dicendo che le classifiche Amazon sono truccate?”.

No, non direi mai una cosa del genere! Ma proprio esenti da “falle” non lo sono. Sono tante, le stranezze individuate, nel tempo. Alcuni buontemponi hanno fatto anche piccoli test sul come falsare la classifica Amazon. Falle ce ne sono, sia sul posizionamento, sia sulle vendite, sia sui commenti.

Ma la classifica Amazon è ancora un punto di arrivo per molti scrittori esordienti. Ed è a loro che conviene pubblicare con il colosso statunitense. Ma perché? Perché Amazon è un colosso e gode di autorità. Questa autorità fa credere, ai potenziali lettori, che Amazon sia sinonimo di trasparenza e limpidezza.

Non solo. Stare in vetta alle classifiche dà vita a quel meccanismo psicologico che Robert Cialdini, nel suo “Le armi della persuasione” chiama “riprova sociale”. Nel caso specifico funziona così: se quel libro è in vetta alle classifiche vuol dire che in tanti lo comprano, se tanti lo comprano vuol dire che è valido. Quindi: lo compro anch’io.

Ecco perché, anche nell’editoria tradizionale ci sono, da sempre, classifiche “poco limpide”. Sembra, addirittura, che alcune case editrici comprino intere edizioni di alcuni loro libri messi sul mercato per farli salire in classifica e poter dire “x mila copie vendute”, oppure “seconda ristampa”, o ancora “il caso editoriale, in vetta alle classifiche da settimane”.

Mettici anche che i libri al top delle classifiche vengono “spinti” di più.

Anche su Amazon funziona così: te li propone ovunque (home page, newsletter, suggerimenti…). Tutto ciò ha senso, se ti poni nei panni di un colosso che ha, come unico scopo, quello di generare profitto. Però, questo distrugge coloro che non sono Amazon.

Infatti, il colosso ha già generato un moria di librerie e ora punta a monopolizzare anche il mercato del self publishing. In pratica: io sono il più grande negozio di libri online, tutti vogliono vendere sul mio sito, ma io promuovo solo chi pubblica attraverso i miei servizi, penalizzando gli altri.

Pubblico, promuovo e vendo.

Beep! Corto circuito!

 

 

PERCHÉ NON HO ANCOR PUBBLICATO CON KINDLE DIRECT PUBLISHING?

Ora capisci perché non ho mai pubblicato con Amazon, sinora. È una questione di principio, una questione morale, per me. Il self publishing è libertà! Per questo, sinora, ho promosso, con il mio programma di affiliazione, i libri di altri, in vendita su Amazon, ma non ho mai pubblicato i miei, con il colosso americano.

Ho sempre preferito servizi minori. E poi, mi piace vendere in libreria, perché amo la carta e so che molti miei lettori amano la carta.

Peraltro, questo lo ha scoperto anche Amazon che, dopo aver decretato la fine di molte librerie, come dicevo prima, ha cambiato rotta e ha deciso di aprirne di sue. La prima Amazon-libreria è stata inaugurata pochi mesi fa: novembre 2015, a Seattle.

Ma questo non è l’unico motivo per il quale non ho mai pubblicato con Amazon.

Non ho pubblicato con Amazon anche perché scalare le sue vette non è il mio obiettivo e so che si tratta di un falso obiettivo. Il mio obiettivo è vendere nel tempo e farmi conoscere da quante più persone possibile.

“Quindi, anche se non sono su Amazon non tutto è perduto…”

No, infatti! Tu credi che i libri che sono in vetta alle classifiche siano i soli a vendere? E credi che vendano milioni di copie solo perché sono lì? Sbagliato! Molti libri che si trovano lì su hanno venduto meno di tanti autori di self publishing davvero indipendenti, credimi.

“Come è possibile?”

Prima di tutto, c’è il fattore tempo. È possibile che quei libri abbiano venduto 1000 copie in un giorno e poi le vendite siano calate. Una sorta di steroidi pre-gara, diciamo. Ma ci sono tanti autori autopubblicati non con Amazon che hanno venduto migliaia di copie, anche se in tempi più lunghi. Questa è la differenza tra un bestseller (un fuoco di paglia destinato a spegnersi in breve tempo) e un longseller (un vero prodotto di qualità che continua a vendere e vendere e vendere).

Io punto al secondo ed è questo che insegno nell’Accademia.

Ti faccio notare anche una cosa: molti autori e molte autrici di bestseller famosi, che sono in vetta alle classifiche da settimane, hanno anche un altro lavoro. Chi fa il giornalista, chi scrive sceneggiature, chi fa il presentatore TV e così via. Ci avevi mai pensato? Nulla di diverso da chi non è in classifica, dunque.

Ecco perché non ho mai puntato ad Amazon e lo pubblicizzo poco, qui. Ma anche in Italia sono nati servizi simili, legati a grandi gruppi. E anche loro vengono poco pubblicizzati, qui. Perché anche questi servizi tendono, come ovvio, a favorire il proprio circuito.

Comunque, per sentire anche altre voci, ti invito a leggere questo articolo. Ti farai un’idea di come funziona il mercato editoriale, in generale. Mi raccomando, occhi aperti!

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