Quanto deve essere lungo un libro?

Quanto deve essere lungo un libro?

Quanto deve essere lungo un libro? Un romanzo è più lungo di un racconto? Ma lungo quanto? C’è una misura giusta? E se scrivessi un manuale?

Nell’articolo risponderò a queste domande, per affrontare uno dei più frequenti dubbi, soprattutto tra gli esordienti.

 

Quanto deve essere lungo un libro: i nostri pregiudizi

Siamo portati a pensare che un libro debba essere lungo per poter essere davvero un libro. Si tratta di un retaggio che ci portiamo dietro dalle scuole.

Ricordi quando scrivevamo un tema? Se fosse stato troppo corto, l’insegnante ci avrebbe detto che non andava bene e avremmo preso un brutto voto. Così ci è rimasta in testa l’idea che un testo lungo sia un testo valido.

Come se non bastasse, anche gli autori classici che abbiamo letto a scuola hanno scritto libri lunghi: da Dante a Manzoni, passando per i russi. Così l’idea che la lunghezza sia sinonimo di qualità si è rafforzata. E si è rafforzata ancor di più quando abbiamo visto Stephen King diventare il Re grazie a testi da migliaia di pagine come “It” o “Tommyknockers”.

Tuttavia, ciò che non abbiamo ben compreso è che non è la lunghezza a rendere questi libri davvero di qualità, e la regola era valida già a scuola. Se solo ce l’avessero detto.

 

Quanto deve essere lungo un libro: quanto basta!

Non c’è una lunghezza che vada bene per ogni libro. Dipende da ciò che si deve dire. “Il piccolo principe”, per esempio, è lungo circa 15.000 parole, nulla rispetto agli standard di cui ti ho parlato prima.

Ma anche altri capolavori come “Animal farm” e “1984” di George Orwell sono relativamente brevi.

Forse questo ti sta confondendo ancora di più e, se in questo articolo cercavi un numero o un’indicazione che ti permettesse di capire quale fosse la lunghezza giusta per un libro, ti ho mandato ancor più in confusione.

Ma la questione è proprio questa: non esiste una lunghezza, bisogna scrivere quanto basta (come nelle ricette di cucina). Ma questo “quanto basta” come si concretizza? Come il sale nella pasta. Se ti piace salata ne metterai di più, se ti piace meno saporita ne metterai di meno. Quanto basta.

Dipende dai gusti tuoi e del tuo pubblico di riferimento. Come ho detto spesso, per noi che scriviamo è facile trovare un pubblico di riferimento, perché è composto da tutte quelle persone che amano ciò che amiamo noi, che vorrebbero leggere ciò che vorremmo leggere noi.

Quindi, ti basterà scrivere un libro come lo vorresti leggere tu, se fosse scritto da altri, e renderlo lungo quanto tu vorresti che fosse lungo un libro che potresti amare.

Se un libro narra vicende complesse che si sviluppano nel corso di anni, come accade per “It” di Stephen King, allora è probabile che ci sia molto da scrivere. Puoi decidere se farne un unico libro o suddividerlo in capitoli per creare una saga di libri più brevi.

Tieni conto che molti libri, poi, sono lunghi perché gli autori hanno dovuto seguire specifiche indicazioni contrattuali della casa editrice. I motivi possono essere molti: dalla linea editoriale all’abbattimento di alcuni costi.

Molti classici, invece, erano lunghi perché dovevano spiegarci tutto. Pensiamo ai russi. Se io oggi ti dicessi “Piazza Rossa” tu avresti subito in mente una delle tante immagini viste su Internet o in TV. Ma a quei tempi non c’era questo immaginario collettivo perché non c’erano gli attuali mezzi di comunicazione. Quindi bisognava descrivere la piazza minuziosamente, per rendere l’idea dell’ambiente.

Insomma, se alcuni libri erano o sono lunghi, ci sono motivi ben specifici, tu scrivi quanto basta.

 

Quanto deve essere lungo un libro: meno è più

Spesso abbiamo sentito dire che il meno è più, ma cosa si intende?

I tuoi testi devono essere lunghi lo stretto necessario, ecco cosa vuol dire “quanto basta”. Nulla di superfluo, nulla di più. In fase di revisione elimina ciò che è inutile. Spesso gli aggettivi e gli avverbi sono inutili. La stessa frase si può scrivere anche senza il loro supporto.

Pensa a una frase tipo: Si slacciò le scarpe con estrema lentezza e poi si incamminò faticosamente verso il bagno, trascinando i piedi.

Tagliamo un po’: Slacciò con calma le scarpe e si incamminò verso il bagno, trascinando i piedi.

Più asciutta, più diretta. “estrema lentezza” non ha senso, è già lento. “Faticosamente” è in più, trascina già i piedi, è chiaro che lo faccia con fatica. Non sono le uniche modifiche, ho anche rivisto le frasi nel complesso.

È proprio questo il lavoro di revisione che devi fare. Ma non devi fare tutto da te, se conosci bene il tuo testo lo leggerai in modo automatico, anche saltando le parole, e non ti renderai conto di ciò che potrebbe notare un occhio “estraneo”. Quindi metti il testo nelle mani di persone di cui ti fidi, avidi e sinceri lettori.

Poi rileggi il testo anche tu, a distanza di una o due settimane, dopo che hai fatto altro.

E infine ci sarà l’editor a metterci le mani in modo definitivo e professionale.

Ecco cosa vuol dire che il meno è più. Inoltre, non dire proprio tutto, togli il superfluo e lascia che il lettore completi con la sua fantasia le informazioni che mancano. Show, dont’ tell.

Credimi è molto più difficile dire meno che dire di più, ecco perché molti emergenti si perdono in centinaia di parole inutili. Se puoi, evita questo errore anche agli esordi, darai subito un’idea di professionalità.

Questa regola vale per tutto ciò che scrivi: libri, articoli, ogni testo possibile.

 

Quanto deve essere lungo un libro: conclusioni

Concludendo, dunque, non c’è una lunghezza giusta e una sbagliata. Dipende da ciò che vuoi dire, da quanto vuoi che sia lungo il tuo testo e da quanto lungo lo vorrebbero i tuoi lettori.

Ma ricorda sempre di togliere il superfluo. 100 pagine confrontate con 100 pagine o 1000 pagine confrontate con 1000 pagine cambiano completamente “sapore” se le parole che vi sono contenute sono misurate, soppesate e studiate.

Ricorda che ogni parola e ogni frase che scriviamo ha un peso sulla mente dei lettori. Lo ripeto continuamente anche agli studenti della nostra scuola.

Ogni parola e ogni frase, dunque, meritano la massima attenzione e non reputarti folle se ti capita di spendere un’intera giornata solo su una frase. Può capitare, se non viene proprio come la vorremmo, se non dice ciò che vorremmo dicesse.

Fa tutto parte di questo meraviglioso gioco che è il nostro lavoro.

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