Self publishing e qualità: intervista a Michel Franzoso

Self publishing e qualità: intervista a Michel Franzoso

 

Ciao Michel, cos’è “Extravergine d’autore” e come nasce?

Ciao Roberto, grazie per avermi ospitato sul tuo sito.

Extravergine d’autore è la prima vetrina web dedicata esclusivamente al self publishing, uno spazio che si pone l’obiettivo di ricoprire, nella filiera tra autore autopubblicato e lettore, il ruolo di filtro ad oggi mancante e che nell’editoria tradizionale è svolto dall’editore.

Quello che facciamo, nella pratica, è cercare talenti letterari nel self e metterli in evidenza, permettendo al lettore di trovare facilmente libri di qualità superiore. L’autore selezionato dal nostro comitato di lettura ottiene una pagina sul sito e una newsletter dedicata al suo romanzo, la promozione sui nostri canali social, la possibilità di pubblicare articoli e interviste sul nostro blog. Il tutto gratis.

La scintilla che ha portato alla nascita del progetto si è accesa circa un anno fa. Ero tornato in possesso dei diritti di pubblicazione dell’ultimo romanzo che ho scritto e avevo deciso di intraprendere seriamente la strada del self publishing.

Quando però ho cercato qualche sito dedicato al self per proporlo in recensione mi sono accorto che sì, di siti e blog letterari ce ne sono tanti, ma di esclusivamente dedicati al self non se ne trovavano.

Allora ho deciso: lo faccio io. Ma ho voluto fare di più, creare un sito che desse alla letteratura indie una dignità pari a quella dell’editoria tradizionale, attraverso l’unica arma che a mio avviso può davvero funzionare: la qualità.

 

Quali sono, secondo voi, gli standard di un self publisher di qualità?

Posso dirti quali sono le caratteristiche che cerchiamo, il nostro “standard” solo in apparenza banale: un linguaggio corretto innanzitutto (la grammatica è sacrosanta) ma ovviamente non basta, serve una storia costruita sapientemente, personaggi tridimensionali, dialoghi convincenti. Senza dimenticare la forma: qualche refuso può scappare ma se ne troviamo uno in ogni pagina allora non ci siamo.

Quello che cerchiamo, e che secondo me ogni autore self dovrebbe cercare, sono libri di qualità editoriale paragonabile a quella degli editori (se non addirittura superiore), perché solo presentandosi con professionalità si può pretendere che il lettore tratti il movimento indipendente con la giusta considerazione.

 

Che consigli daresti, agli esordienti, per essere competitivi?

Innanzitutto diventare imprenditori di sé stessi: affrontare il self publishing  seriamente (ma anche una pubblicazione con un editore) non vuol dire solo scrivere, ma è soprattutto vendere. Perché se l’editing e la copertina potete farla fare a un professionista, la promozione, il contatto con il lettore, lo potete e dovete fare soprattutto voi. Non è solo un romanzo, è la vostra immagine di autore quella che state vendendo e nessuno potrà mai sostituirvi in questo, soprattuto oggi.

E poi tanta pazienza.

Sono davvero rari i “miracoli” editoriali, quei testi e quegli autori che esplodono appena mettono la parola fine al proprio scritto. Il più delle volte bisogna saper crescere, aspettare che il proprio libro sia pronto per il pubblico, ma anche che l’autore sia pronto ad affrontare il mondo editoriale e tutte le insidie che lo attendono.

 

Come vedi il mondo del self publishing, in Italia?

Sono convito che il self abbia moltissime potenzialità. L’Italia non è gli USA, non abbiamo la cultura del self-made man, ma lentamente gli scrittori si stanno rendendo conto che il self-publishing, se affrontato con la giusta professionalità, è una valida alternativa a una buona fetta di editoria tradizionale.

Penso ad esempio alla rapidità da capogiro con cui l’editoria tradizionale “consuma” libri, oggi più che mai prodotti che, o vendono, oppure spariscono in un oblio di carta.

Da questo punto di vista il self è sicuramente un’opportunità: dove l’editoria tradizionale divora titoli ogni mese, l’autore autoprodotto può decidere liberamente il tempo di vita sul mercato del proprio libro.

 

Cosa manca, ai libri italiani autopubblicati, per diventare dei best seller?

Manca la professionalità. Un buon 10% dei libri self (e lo dico guardando le statistiche del nostro comitato di lettura) non sono degni di tale nome, scritture scolastiche e amatoriali che dovrebbero restare esercizi chiusi in cassetti e non essere vendute negli store.

E il lettore non ha alcuna possibilità di distinguerli, se non acquistandoli e leggendoli, da quei libri che per stile e cura sono a volte meglio di quelli degli editori. Non può perché le recensioni sugli store sono falsate da gruppi di sostegno che si lodano a vicenda, da autori-promotori più bravi a far pubblicità che a scrivere, da un sistema incentrato sugli egoismi personali che non riesce a proporsi in un’ottica di interesse collettivo.

Finché i lettori vedranno i libri self come un prodotto di serie C (se non anche D o E) il futuro della categoria resterà incerto. E perché i lettori cambino opinione è necessario cominciare a produrre libri self di qualità.

 

Secondo te, conviene autopubblicare per restare indipendenti, o per farsi notare dagli editori?

Non vedo perché una cosa debba escludere l’altra.

Autopubblicare conviene nel momento in cui l’autore ritiene che quella sia la strada giusta per il suo progetto editoriale. Le motivazioni possono essere svariate, una su tutte sicuramente quella di essere indipendente, libero da contratti spesso poco chiari e dalle tempistiche di un’editoria che spesso sembra rimasta a un’altra epoca.

Ma può essere anche un ottimo modo per farsi scoprire. Ormai è risaputo che le grandi case editrice pescano nel mondo del self titoli che hanno avuto grande presa commerciale e talvolta li trasformano in veri e propri best seller.

E nulla vieta di pubblicare libri sia con editori sia in self, conosco diversi autori che lo fanno con grande soddisfazione da entrambi i fronti.

 

Dalla tua esperienza, quali sono i generi che vendono di più, tra gli indie?

Difficile dirlo, perché il più grande player sul mercato, Amazon, è restio a dare statistiche di vendita.

Ma saggiando il polso del pubblico posso dirti che hanno grande presa i romanzi di genere, romance e fantasy su tutti, perché hanno delle grandi comunità di autori/lettori, anche se spesso i testi migliori si trovano nella letteratura mainstream.

 

Il mondo si sta riempendo di “guru” che promettono vendite e soldi, agli autori emergenti. Tu che ne pensi?

Internet ha portato un proliferare di “guru” in tutti i settori, non solo nell’editoria, e c’è da stare con gli occhi aperti. Ma per chi frequenta l’ambiente non è una novità: gli autori emergenti hanno sempre dovuto districarsi tra mille insidie, con editori poco degni di questo nome pronti a spennarli facendo leva sulla vanità.

Se esistessero formule magiche per vendere milioni di copie e fare montagne di soldi, il mondo sarebbe pieno di scrittori ricchi.

Io credo che l’unico modo concreto per ottenere soddisfazioni sia porsi obbiettivi realistici, avanzare un passo alla volta e lavorare con chi, senza fare promesse assurde, sa dimostrarsi onesto e competente.

 

Come si evolverà “Extravergine d’autore”? Quali sorprese ci aspettano?

Da quando ho iniziato questa avventura ho in mente due obbiettivi finali.

Il primo è costruire uno spazio che sia il riferimento per gli acquisti sicuri di autori indipendenti, un’isola felice dove il lettore possa ammarare certo di trovare libri scritti e pubblicati con cura e qualità professionali.

Il secondo è creare una comunità dove scrittori e operatori del settore possano incontrarsi e lavorare insieme con l’unico obbiettivo di offrire al lettore prodotti qualitativamente paragonabili a quelli dell’editoria tradizionale, senza però perdere la propria indipendenza.

Sono traguardi ambiziosi, e la strada è ancora lunga, ma siamo fiduciosi ed entusiasti di quanto fatto sino ad oggi.

 

Per chiudere: argomento a piacere. 🙂

Per concludere ti lascio i nostri recapiti allora!

Per chi vuole partecipare alla selezione è possibile scaricare un template della scheda di presentazione del libro, che si può inviare tramite il form presente sul sito oppure all’indirizzo selezione@extraverginedautore.it

Ricordo che il servizio è dedicato solo alle opere già pubblicate e in vendita sugli store.

Per ogni altro tipo di comunicazione, invece, potete scriverci a info@extraverginedautore.it

Infine, sul nostro sito www.extraverginedautore.it, nella sezione FAQ, potete trovare tutte le risposte alle domande che non mi hai fatto.

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