#SelvaggiaNonMentire ovvero: il successo sul Web e il suo lato oscuro

#SelvaggiaNonMentire ovvero: il successo sul Web e il suo lato oscuro

Da diverso tempo è nato il fenomeno delle “star del Web”, ovvero quelle persone che, partendo dal nulla, grazie ai loro video Youtube o ai loro blog, sono diventate delle stelle del Web, della TV o dell’editoria.

Ed è da diverso tempo che volevo affrontare l’argomento, il suo lato oscuro, per la precisione, e in questi giorni ho avuto il “La”. Il “La” per scrivere un articolo che non si limiti a narrare i fatti, ma a comprendere cosa vi si celi dietro, gli insegnamenti.

 

IL CASO

Sul Web, sta impazzando l’hashtag #SelvaggiaNonMentire. La discussione si fonda su alcuni commenti lasciati da Selvaggia Lucarelli, ma fa riferimento a un fenomeno ben più ampio: la nascita del personaggio “Francesco Sole“.

Chi è?

Si tratta di uno youtuber qualsiasi divenuto celebre grazie ai suoi video simpatici e agli aforismi postati su Facebook. Qui,qui, e soprattutto qui puoi trovare degli articoli di approfondimento.

Francesco Sole (nome d’arte) ha anche scritto un libro, pubblicato da Mondadori, dal titolo “L’amore ai tempi di Whatsapp“. All’uscita del libro, celebrità come Selvaggia Lucarelli, Francesco Facchinetti e altri ancora hanno supportato il suo lavoro con una serie di tweet e post positivi.

Niente male per una ragazzo che ha fatto tutto da sé, giusto? Sarà stata la qualità dei suoi prodotti a dargli notorietà, giusto? Si sarà fatto notare con un ottimo lavoro di personal branding, giusto? Giusto un ciufolo!

Si tratta, infatti, di un progetto di marketing costruito a tavolino fatto passare, però, per qualcosa di spontaneo e naturale.

Ed è contro questo che il Web s’è scagliato. Non sul ragazzo, non sul progetto, ma sulla menzogna.

Appena scoperto l’arcano, infatti, a seguito della pubblicazione del poco furbo post Instagram di Eugenio Scotto (socio della Newco Management, tra poco capirai cos’è), il seguitissimo youtuber DelliMellow, ha deciso di lanciare un j’accuse dal titolo “#SelvaggiaNonMentire – Distruggiamo Francesco Sole“. Ma già altri youtuber s’erano interessati al “caso”.

E sono partiti i commenti. E sono partiti gli attacchi. E, nonostante alcuni abbiano cercato di far credere che si sia trattato solo di invidia e che gli attacchi si siano ridotti a meri insulti, non è così. Oltre ai soliti haters che animano la Rete e che non sanno far altro che insultare, si sono mosse vere web star, a difesa della genuinità dei prodotti e dei personaggi nati sul Web. Personaggi che si sono davvero fatti da soli.

Quello che si critica, come dicevo, è la falsità che si cela dietro un progetto costruito a tavolino dall’agenzia Newco Management di Francesco Facchinetti e che è stato fatto passare come qualcosa di “genuino” e “alla luce del sole”, tanto per usare le loro parole.

Eh sì, non si tratta di un vero artista del Web che è stato poi notato da qualche agente, come già successo ad altri. No! Si tratta di un progetto di marketing vero e proprio, un po’ come si faceva negli anni Novanta (ma anche ora, in realtà) con le boy band. Un prodotto di marketing giurassico in un mondo che dovrebbe guardare al futuro.

E, così, mentre, negli USA, guru come Seth Godin ci insegnano cosa vuol dire fare business e marketing nell’era del Web, nel nostro Bel Paese continuiamo a trascinarci dietro le solite, vecchie, malsane abitudini anche nel “nuovo mondo”.

Per fortuna, però, nonostante le strategie per “appiopparci” a forza un prodotto restino le stesse, le menti cambiano.

Così, il popolo del Web si ribella.

 

GLI INSEGNAMENTI

Cosa ci insegna questo caso?

Prima di ogni cosa, ci insegna che non è tutto oro ciò che luccica. Che non bisogna credere a tutto. Ci insegna a non cadere nella trappola “se nasce dal Web allora è genuino”. L’essere umano è sempre lo stesso. Non basta un “www” per cambiarlo. I sotterfugi e gli inganni sono ovunque. Ma basta un po’ di sana frequentazione Web per distinguere i “genuini” dai “fake”.

E ci insegna anche come ragionano i cosiddetti “big. E come lavorano le grandi case editrici tradizionali. Unico obiettivo: il profitto. I nuovi talenti sono annegati da fenomeni di varia natura: dai VIP che commissionano ridicoli testi ad altrettanto ridicoli ghostwriters, fino alle finte star del Web spacciate per fenomeni del momento. Anche perché, leggo in Rete, il libro di Sole sarebbe un mero catalogo di aforismi scritti da altri, presi qui e là.

Come ho già chiarito più volte, il mondo online e quello offline si possono incontrare, ma devono cambiare le regole del gioco. Non basta farcirsi la bocca con neologismi internettiani e leggiucchiare qualche pagina di marketing 2.0 per diventare esperti, o per arrogarsi il diritto di prendere in giro chi, nel Web, ci vive e lavora quotidianamente, e poi sperare, per giunta, che nessuno reclami.

Internet è il futuro. I media tradizionali, il passato. Sono i secondi, dunque, che devono adattarsi alle regole del primo. Adattarsi, dico, non tentare una crociata colonizzatrice per imporre i propri diktat e tentare di trasformare il futuro in una nuova Era Giurassica.

Detto ciò, nel portare avanti il tuo progetto di scrittura, non farti abbagliare dai successi facili, non farti deprimere solo perché “quello ce l’ha fatta e io no”. E non farti trascinare nel gorgo della “corsa al fan”. Analizza sempre caso per caso. Studia la questione e scopri se c’è qualcosa da imparare da chi ha avuto successo, oppure se si tratta solo di un inganno.

E pianifica i tuoi obiettivi, quelli che ti daranno reali risultati. Chi se ne frega di avere milioni di “mi piace” su Facebook o Youtube, se poi non ho un gruppo di veri fan con cui dialogare, o la mia fama viene infangata. Nel caso specifico, Francesco Sole ha un numero infinito di “mi piace” sulla sua pagina Facebook, ma i 3/4 di queste persone ha iniziato a seguirlo solo per farsi beffa di lui.

E, tanto per rimarcare il “non credere a tutto” di prima, sappi che c’è addirittura chi arriva a comprare i “fan” (su Facebook, ma anche Twitter…), tanto per far vedere che è “seguito”. Ma la strategia non paga. Leggi qui.

E fai sempre attenzione, nel momento in cui vuoi approntare un piano di marketing integrato (online e offline), o far riferimento agli influencers: non gettarti nella mischia e non scendere a patti che potrebbero danneggiare la tua immagine, sul Web tutto rimane.

Scegli con cura da chi farti sponsorizzare, studia le persone con cui avrai a che fare, ormai non è difficile, basta guardare i loro profili social per rendersi conto del linguaggio che usano, di chi frequentano, di come la pensano…

Come detto, punta agli obietti che hai in mente, diretto come un Freccia Rossa. Non lasciarti ingannare dagli specchietti per le allodole che ci sono in giro. Questo è il mio consiglio.

Successo” non è sinonimo di “andare in TV”, “avere grandi numeri”, o “firmare autografi”. “Successo“, almeno per me, è sinonimo di “felicità”, di “aiutare gli altri”. E solo l’impegno genuino, senza sotterfugi, può permetterti di raggiungerlo.

Tu che ne pensi?

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