Strategie di marketing editoriale. Come diventare popolare?

Strategie di marketing editoriale

Come diventare popolare?

 

Oggi affrontiamo il problema dei problemi, per gli autori emergenti: come diventare popolari e farsi conoscere? Quali sono le strategie di marketing editoriale più efficaci?

 

Le strategie di marketing editoriale

Quando si parla di strategie di marketing editoriale si parla di un mondo complesso, ricco di strumenti e idee. Girovagando su Internet si trova di tutto, tanto da perdere l’orientamento e, spesso, affidarsi ai primi strumenti visti, o a quelli che ci “suonano meglio”.

Ma il lavoro di marketing editoriale è un lavoro di fino. Serve tempo, serve esperienza. In questo, la nostra Accademia del Self Publishing aiuta molto, gli autori e le autrici emergenti, perché permette di arrivare subito al sodo e di individuare in breve tempo strumenti e strategie ad hoc.

La cosa fantastica, però, è che ciascuno, lavorando, affinerà le proprie tecniche andando ben oltre quanto insegno nell’Academia. Troverà la sua strada e creerà un mix perfetto che permetterà di scrivere, pubblicare e vendere libri (ma anche altri testi) in autonomia e con successo.

Prima di tutto, però, bisogna avere in mente la meta finale. “A chi voglio rivolgermi?” dovrebbe essere la primissima domanda, che dovrebbe andare a braccetto con “cosa voglio scrivere?” e “quanto tempo ho?”.

Questo è un lavoro che ciascuno deve fare con se stesso. Sessioni di writing coaching possono aiutare molto, in questo senso, perché senza prima guardarsi dentro, senza motivazione e una direzione precisa, si farà più fatica a cominciare.

In sostanza, i passi dovrebbero essere:

  1. Scoprire cosa ti piace scrivere
  2. Creare qualcosa di unico
  3. Scoprire dove e come intercettare i tuoi potenziali lettori
  4. Individuare strumenti e strategie per scrivere bene e farti conoscere

Come vedi, dunque, il cruccio “come diventare popolare” non è che l’ultimo passaggio di un percorso più complesso a articolato. Tieni conto che ciascuna delle voci su elencate andrà spacchettata in sotto-voci.

L’errore che commettono molti è quello di arrivare subito alle ultime parole del punto 4. Così, si ritrovano a mettere in pratica attività del tutto inutili e al limite dello “stalking”, come:

  • Invitare chiunque a mettere “mi piace” alla pagina Facebook
  • Comprare i libri di altri per poi chieder loro di restituire il favore
  • Andare sulle bacheche altrui e scrivere commenti sterili in cui si pubblicizza il proprio libro
  • Fare presentazioni dal vivo un po’ ovunque, a caso

Quest’ultima scelta, peraltro, può richiedere un investimento di tempo e denaro che, invece, si potrebbe destinare a operazioni ben più proficue.

Allora? Da dove partire?

 

Come diventare popolare con la Mucca Viola

No, non sono impazzito. La Mucca Viola (o Purple Cow, in inglese) è quello che l’esperto di web marketing Seth Godin, nel libro omonimo, definisce il nuovo elemento del marketing odierno.

Seth Godin, nel libro “La mucca viola”, ricorda le 4 “P” del marketing tradizionale, ovvero:

  • price (prezzo)
  • product (prodotto)
  • place (punto vendita)
  • promotion (promozione)

In effetti, fino a poco tempo fa tutto funzionava così. Ma le cose, ora, stanno cambiando. Non basta più creare un prodotto (nel nostro caso un libro, o un testo di altra natura), mettere un prezzo invitante (come fanno molti, puntando sul celebre 0,99 centesimi) e farsi promozione, urlando a tutti “eccomi! Ho scritto un libro!”.

Viviamo in un mondo altamente competitivo, ormai, specie nel nostro universo editoriale. Ogni giorno, ogni mese, ogni anno, vengono prodotti molti più libri di quanti se ne leggano. “E di quanti se ne possano leggere”, mi verrebbe da dire. Insomma, l’offerta supera abbondantemente la domanda.

Cosa fare, allora, per emergere e diventare popolari?

Accedere al livello superiore, alla quinta “P”: la Purple Cow, appunto, la Mucca Viola.

Una metafora che mi ha affascinato da subito, questa di Seth Godin. In pratica, l’autore ci dice: in un prato pieno di mucche bianche con chiazze marroni, come potresti distinguerne una su tutte? Se questa fosse viola, chiaramente.

La metafora, dunque, ci dice di creare una Mucca Viola, un prodotto unico, che nessuno ha mai realizzato o visto prima. Ma come ci si riesce? Attingendo a una grande risorsa che abbiamo dentro (anche in questo caso il writing coaching ci torna in aiuto): il coraggio!

Prima di tutto, guarda dentro di te e cerca di capire cosa ti piacerebbe scrivere. Scrivere di qualcosa che ti appassiona ti permetterà di andare avanti anche nelle difficoltà, con una forza che non avresti immaginato di avere. E poi? E poi armati di coraggio!

Spesso abbiamo paura di esporci, specie sul Web. Esporsi vuol dire prendere in seria considerazione la possibilità di essere criticati o insultati. Ma io invito sempre i miei studenti a osare. Come si può emergere, se non si osa? Come?

Ben vengano le critiche, se ci aiutano a crescere. Gli insulti… quelli puoi anche ignorarli, o cancellarli. 😉

Solo in questo modo, solo osando, si può creare qualcosa di unico. La strada percorsa da tutti è la più sicura, certo, ma c’è traffico e non si arriva mai. Una strada nuova, ancora sconosciuta, magari costruita da te, è libera e scorrevole.

All’inizio, le novità fanno paura, a molti. Quindi, quando creerai la tua Mucca Viola, è probabile che alcune persone rimarranno in silenzio, ti ignoreranno o ti criticheranno. Ed è probabile che ti verrà voglia di mollare. Sbagliato! È proprio in quel momento che devi stringere i denti! Attingi alla passione!

Fai tesoro delle critiche e ringrazia per i consigli, o gli apprezzamenti. Affina la tua tecnica e le tue opere. I rifiuti editoriali subìti da grandi della letteratura, nella storia, dovrebbero farti riflettere sull’importanza di creare qualcosa di nuovo e unico, anche se si rischia di non essere compresi, nell’immediato.

Vuoi che il tuo libro sia l’ennesima pessima imitazione de “Il codice Da Vinci”, “Twilight” o “50 sfumature” (quest’ultimo già pessima imitazione di se stesso, scusa la divagazione)?

Io risponderei di no, a questa domanda, se mi venisse rivolta.

Preferirei che il mio libro si impolverasse su uno scaffale di qualche libreria e che venisse notato solo da chi è pronto a leggerlo, quelli che Seth Godin chiama “gli starnutitori”.

“Gli starnutitori”, per Godin, sono quelle persone sempre alla ricerca di nuovi prodotti unici, di sperimentazioni. Sono i primi utilizzatori di nuovi dispositivi mobili, i primi a testare nuovi videogames e i primi a leggere libri indipendenti e originali.

Perché gli chiama così? Perché queste persone starnutiscono e diffondono il virus. Comprano il tuo libro, lo amano, ne parlano in giro e la voce circola. È a loro che dovrai far riferimento, quando creerai la tua Mucca Viola, non dovrai “sparare nel mucchio”, con azioni al limite dello “stalking”. 🙂

 

Spero di essere stato chiaro e aver riassunto bene un argomento tanto delicato e complesso come quello del marketing editoriale. Così complesso da avergli dedicato diverse lezioni, nell’Accademia del Self Publishing.

E ora? E ora non ti resta che…osare! 🙂

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